Il Tirreno

Versilia

La premiazione

Premio Artiglio, quante emozioni con la regina delle immersioni e il fotografo degli abissi marini

di Maria Cristina Ercini
Foto di gruppo con tutti i protagonisti della giornata
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Foto di gruppo con tutti i protagonisti della giornata

11° Premio Artiglio. È stato assegnato a Luciana Civico e Danilo Cedrone

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VIAREGGIO. La determinazione e l’amore per ciò che si fa sono il motore della vita. Questo l’insegnamento tratto dall’undicesima edizione del Premio internazionale Artiglio organizzato dalla Fondazione Artiglio Europa e condotto dal segretario della Fondazione e presidente del Rotary Club Viareggio Versilia Bruno Ulisse Viviani, andato in scena all’Auditorium del Gran Teatro Puccini di Torre del Lago. Amore e determinazione, dicevamo, sono stati il fil rouge della manifestazione sia per il valore di tutti i protagonisti, dai due premio Artiglio ai quattro che hanno avuto i riconoscimenti speciali, ma anche per la grande passione con cui il presidente Alessandro Gallione, Bruno Ulisse Viviani e tutta la squadra a partire da Paola Pimpinella hanno messo nell’organizzazione.

Moltissime le autorità presenti a partire dal sindaco Giorgio Del Ghingaro, che nel discorso di saluto ha ribadito quanto il Premio Artiglio sia importante per Viareggio e quanto ogni volta lo emozioni; perciò ha ringraziato sia la Fondazione Artiglio sia Viviani per il suo impegno nell’organizzare, sempre in modo impeccabile (queste le parole del sindaco) eventi legati al territorio.

Dopo i saluti istituzionali il premio è entrato nel vivo e sul palco si sono alternati personaggi di primissimo piano della subacquea e del mondo legato al mare. La prima a regalare emozioni è stata la strepitosa Luciana Civico, una splendida “ragazza” ultraottantenne che ha dimostrato, attraverso le parole del suo biografo Fabio Vitale, che è solo grazie all’amore e alla “cocciutaggine” che è riuscita a ottenere i suoi risultati. «Il giorno del primato (11 novembre 1962) non ero al massimo – ha confessato la Civico – e alla profondità di 40 metri mi bloccai, poi davanti ai miei occhi vidi quelli del comandante Raimondo Bucher, il suo sguardo mi diede l’impulso ad andare avanti, ero lì per questo, dovevo farcela e grazie all’amore per lui e alla mia determinazione ho raggiunto quel primo grande traguardo».

La passione nel proprio lavoro, la voglia di superarsi ogni giorno è ciò che abbiamo imparato anche dagli altri premiati. In primis l’altro Premio Artiglio, Danilo Cedrone, tridente d’oro, fotografo, giornalista le cui immagini degli abissi di tutto il mondo sono state pubblicate sulle più importanti riviste internazionali. A lui il merito di essersi immerso insieme all’ultima tribù dei Pigmei nel 1975. «Solo con tanto impegno e passione – ha ribadito Cedrone – si ottengono risultati importanti e questo è ciò che ho sempre cercato di fare nella mia vita».

A proposito di determinazione, grande emozione ha suscitato il velista Marco Rossato, la cui forza di volontà gli ha fatto superare ostacoli impensabili fino a diventare il primo velista paraplegico a circumnavigare l’Italia. «Viareggio mi ha adottato – ha detto Marco e voglio ringraziare tutti, un grazie particolare a Bruno Ulisse Viviani per aver pensato a me in questa occasione e alla delegazione Marevivo per avermi donato la loro bandiera».

«Sono stati giorni molto impegnativi – ha concluso Viviani – volevamo che tutto fosse curato nei minimi particolari. Ammetto che sia io che il presidente Gallione siamo molto soddisfatti per il successo ottenuto. Grazie a tutti coloro che hanno contributo alla riuscita dell’evento, a cominciare dai premiati compresi il comandante Flavio Serafini, l’ingegnere Vincenzo Poerio e Roberto Brunetti che hanno ricevuto un premio speciale».

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