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«Shelley dimenticato» a Viareggio, il richiamo di un professore della Normale

di Matteo Tuccini
«Shelley dimenticato» a Viareggio, il richiamo di un professore della Normale

Il linguista Bertinetto: busto del poeta in degrado

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VIAREGGIO. La città si è dimenticata di Percy Shelley, il grande poeta romantico inglese che nel 1822 trovò la morte proprio nelle acque antistanti Viareggio. A lanciare l’Sos, nello specifico per le condizioni del busto di Shelley nella piazza omonima, è un professore emerito della scuola Normale di Pisa: Pier Marco Bertinetto, un gigante della linguistica di livello internazionale.

«Dopo aver ascoltato la presentazione di un libro sulla tragica fine di Shelley sulla spiaggia di Viareggio – scrive il professor Bertinetto, che abita a Viareggio – mi è venuta la curiosità di guardare da vicino il busto del poeta nella piazza eponima. L’avevo sempre osservato da una certa distanza. Sono rimasto allibito nel constatare che la scritta sulla base del busto è in gran parte illeggibile».

«Il fatto che l’amministrazione comunale non si curi di restaurarla mi pare un pessimo segnale – prosegue il professore, che a Pisa ha contribuito alla formazione di tanti linguisti in Italia e nel mondo – E non soltanto per il fatto che quest’anno è caduto il duecentesimo anniversario della morte, ma per il richiamo che sui turisti può avere un siffatto monumento. Viene trasmessa una pessima immagine della città. Purtroppo, non l’unica, ma molto significativa».

Sulla celebrazione dei 200 anni dalla morte di Shelley aveva espresso qualche tempo fa le proprie riserve anche un noto chirurgo viareggino, Franco Domenici. «Shelley è uno dei maggiori poeti inglesi e non solo – dice Domenici – Personaggio poliedrico, poeta lirico della natura, ma anche filosofo, politico, ispiratore perfino di Gandhi sulla non violenza. C’è un legame indissolubile con Viareggio da quando il suo corpo annegato viene ritrovato sulla nostra spiaggia. Tale legame è ben noto in tutto il mondo: Hemingway in un suo racconto, parlando della morte di Shelley, cita la nostra città. Negli anni Sessanta un giovane David Bowie in Versilia fa l’autostop per farsi portare a Viareggio a vedere dove era stato cremato il poeta inglese. Quindi il bicentenario shelleyano avrebbe potuto avere una risonanza mondiale per Viareggio. E invece? Nonostante la nomina nel 2021 di un altisonante comitato scientifico, il risultato è stato a mio parere molto provinciale. Innanzitutto non c’è stata pubblicità: non un manifesto, non una locandina nei bagni e negli alberghi. Solo locandine virtuali inviate per mail (ovviamente non a tutti). In realtà – prosegue Domenici – due erano i centenari da ricordare: il primo quello dei 200 anni dalla morte, di rilievo internazionale. E il secondo quello dei 100 anni dalla celebrazione che Viani e D'Annunzio fecero del primo centenario di Shelley, con la pubblicazione di un numero unico (nel quale compare la prima opera grafica di Viani). Anniversario questo certamente più locale. Ebbene la scelta è stata quella di festeggiare soprattutto il secondo anniversario, quello meno internazionale». 

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