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Conti sequestrati, l’sos della Misericordia: «Rischiamo di dover chiudere»

Luca Basile
Conti sequestrati, l’sos della Misericordia: «Rischiamo di dover chiudere»

Indagine della Finanza: il commissario annuncia un piano lacrime e sangue

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PIETRASANTA. «Faremo tutto il possibile per evitare la chiusura, ma serve fiducia e collaborazione. Soprattutto da parte dell’amministrazione comunale». Parole di Massimiliano Iacolare, da luglio commissario della Misericordia di Marina di Pietrasanta che, di recente, si è vista sequestrare dalla Guardia di finanza un immobile e denaro sui conti per 335mila euro. Secondo l’ipotesi investigativa l’associazione non avrebbe infatti versato allo Stato i contributi dei dipendenti per l’anno 2018.

Commissario Iacolare: eravate a conoscenza della situazione, complicata e datata, della Misericordia di Marina?

«Ci erano state segnalate alcune problematiche, non quelle che però stanno emergendo oggi: con le dimissioni degli organi preposti si era infatti reso necessario un commissariamento della Misericordia, funzione svolta in prima battuta da Aldo Intaschi e appunto da luglio dal sottoscritto, come presidente di tutte le Misericordie della Versilia».

I sequestri della Guardia di Finanza la sorprendono?

«Dell’inchiesta in questione che si riferisce a gestioni del passato non posso e non voglio parlare. Detto questo, anche se sono subentrato da pochi mesi ho ovviamente collaborato, alla pari di Intaschi, alle indagini. Il provvedimento adottato, visti i presupposti, è evidentemente legittimo».

Un provvedimento che però vi obbliga a rivedere le strategie anche nel breve periodo: è così?

«Purtroppo sì: i servizi, così come sono stati intesi e proposti fino ad oggi, vanno rivisti. Cercheremo di mantenere un punto di emergenza sul territorio per il mese di ottobre e spero ancora per il prossimo. Poi si vedrà. Il centro prelievi? Andrà ricollocato altrove. I due dipendenti ancora in organico? Faremo il possibile per tutelarli e ricollocarli».

In termini pratici, quali sono i problemi?

«Con i conti bloccati diventa difficile pagare anche la benzina per le uscite dell’ambulanza, coprire le spese legate alle utenze. La questione è molto seria».

Come se ne esce?

«La sede è di proprietà della Misericordia, così come l’immobile posto sotto sequestro, ma soprattutto abbiamo importanti lasciti in altre zone della Toscana per un valore immobiliare di importo decisamente superiore rispetto a quanto viene contestato. Questo aspetto ci induce ad un minimo di ottimismo: ci sono tutte le premesse per evitare una chiusura definitiva che non vogliamo assolutamente, come Misericordie, per la storia di questa associazione di Marina, per la comunità di Tonfano, per il valore aggiunto dei nostri servizi sul territorio. Il vero problema è rappresentato dai pagamenti nell’immediato».

Ha lanciato una sorta di appello al Comune di Pietrasanta: il motivo?

«Serve fiducia da parte di chi amministra. Mi spiego: non è il momento di infierire con le tasse comunali e i pagamenti nell’immediato. Chiediamo collaborazione: se riusciremo a superare questo periodo, una volta venduti sul mercato i beni patrimoniali che abbiamo in dote, la Misericordia di Marina tornerà, come speriamo, a essere operativa».

Cosa ne è stato del folto e entusiasta, a suo tempo, gruppo di volontari?

«Oggi ne sono rimasti una quindicina: li ringrazio. Ripartiremo da loro e con loro».


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