Rissa nella pineta di Ponente: due feriti, un 35enne è gravissimo
Un uomo è stato accoltellato a petto e addome, l’altro invece è stato colpito in testa. I commercianti: «Dalle 19 in poi non passa più nessuno, servono le telecamere»
VIAREGGIO. Una e mezzo della notte tra martedì e mercoledì, in via Marco Polo tra il ristorante La Casina e il locale la Capannina che al momento è chiuso in attesa dei lavori di ristrutturazione: ambulanza della Croce Verde di Viareggio e automedica Sud intervengono per soccorrere uno straniero, 35 anni, accoltellato al petto e all’addome. Il codice è della massima gravità, rosso, e l’uomo – dopo le prime cure al Pronto soccorso dell’ospedale Versilia – viene ricoverato nel reparto di Rianimazione. Quasi in contemporanea, stessa via Marco Polo ma più verso monte, un altro uomo viene soccorso: ha una ferita lacero-contusa alla testa, probabilmente causata da una bottigliata. Sul posto, subito, i carabinieri della Compagnia di Viareggio che eri mattina sono tornati in zona alla ricerca di attività commerciali le cui telecamere abbiano ripreso quanto accaduto. Nel pomeriggio di martedì a entrate in azione nella stessa zona era stata la polizia di Stato che ha denunciato uno spacciatore di 20 anni, fermato dopo un inseguimento del personale delle Volanti a due stranieri in bicicletta che alla vista della polizia sono scappati. Una volta fermati, il giovane denunciato ha tentato di disfarsi di alcuni involucri contenenti 2,7 grammi di hashish e 4,7 di cocaina.
La parte di quartiere Marco Polo più vicino alla pineta vede ancora molte attività aperte. Prima fra tutte il bar “Notre Dame”: «Qualche giorno fa un cliente mi ha detto “menomale che c’è il Notre Dame che fa un po’ di luce”», racconta Andrea Calvelli. Fino a pochi anni fa il bar – gestito dal padre e dalla madre di Andrea, anima del locale precocemente scomparsa – restava aperto fino a tarda sera, noto per i suoi aperitivi. «Adesso», continua Andrea, «non ha senso stare aperti fino a tardi perché già alle 20 in giro non c’è più nessuno». Così che «la ragazza che viene a lavorare nel fine settimana ha paura di andare da sola alla macchina quando esce e la accompagno».
Appena accanto al bar c’è “Lullababy”, negozio di articoli per neonati e bambini: «Abbiamo dovuto chiudere l’acqua all’esterno», è il racconto al cronista, «perché la titolare della precedente attività si è trovata con una spesa ingente dovuta al fatto che c’era chi ne usufruiva senza averne diritto, la notte».
Proprio di fronte c’è lo storico negozio “Elio Parrucchiere” dove, appena qualche settimana fa, i titolari hanno trovato i segni di una tentata effrazione. E da dietro il banco della vicina edicola Barbagallo, anche questa un’attività che la via Marco Polo vede aperta da sempre, il titolare è lapidario: «Dalle 19 in poi qui non passa più nessuno».
Poco più su, ancora lungo via Marco Polo direzione monti, c’è il negozio di alimentari “Cecco Carni” che fa anche gastronomia ed è uno degli ultimi a chiudere: «I “personaggi” della pineta li vediamo passare», racconta Fabrizio Domenici che con grande cura lo gestisce insieme alla moglie: «Quando vado a fare le ultime consegne, lei si chiude dentro a chiave».
Alla Casina, luce nella notte della pineta ancor più da quando la vicina Capannina ha chiuso per il cambio di proprietà, hanno le idee chiare: «La pineta va recintata e ci vorrebbero le telecamere come a Central Park dove, con questo sistema, hanno contrastato la delinquenza», sostiene Fabrizio Fantoni. Che aggiunge: «Noi stiamo valutando di installarle». Di diverso avviso Amelio Fantoni, titolare del “Buonumore”, presidio della pineta anche in inverno, all’imbocco di viale Capponi lato via Marco Polo: «Del tutto contrario a recintare», spiega: «Poi che si fa? Si mette un pass, i tornelli?». Il problema, sottolinea Fantoni che sta preparando un locale tutto nuovo per la fine del fermo pesca, «è chi va a comprare la droga. Sono testimone della grande richiesta: venerdì e sabato la gente ha bisogno di sballo. Sia gli uomini che le donne. E non sono certo bimbetti. Bisognerebbe fare in modo di avere maggiore equilibrio sociale».
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