Il Tirreno

Versilia

La storia

Massacrato a martellate in una rapina: «Ho avuto giustizia, spero che quel ragazzo cambi» - Video

di Matteo Tuccini
Massacrato a martellate in una rapina: «Ho avuto giustizia, spero che quel ragazzo cambi» - Video

Aggredito nella sua tabbaccheria ad Avenza con sette colpi alla testa, ora il suo aggressore è stato condannato. «Sono vivo solo perché il primo colpo colpì la stanghetta degli occhiali e non la tempia»

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FORTE DEI MARMI. Se ancora respira e parla, se in una parola è vivo, è per una questione di centimetri. La prima, violentissima martellata che il rapinatore gli dette alla testa in quella mattina di un giorno da cani colpì la stanghetta degli occhiali, anziché direttamente la tempia: «È solo per questo che sono ancora qui», dice Bruno Marino Buratti, 75enne commerciante fortemarmino doc.


Era il 10 dicembre del 2019 quando Buratti fu aggredito nella sua tabaccheria, una storica attività ad Avenza di Carrara. Il rapinatore si accanì su di lui con un martello, rifilandogli sette colpi in cinque secondi. Tutto per portargli via 150 euro. A distanza di meno di tre anni Buratti ha avuto giustizia: il suo aggressore, il 42enne carrarino Nicola Claps, è stato condannato in via definitiva per questa vicenda. Giovedì sera la Corte di cassazione ha respinto il ricorso dell’imputato, confermando la pena di 6 anni di carcere per rapina aggravata e lesioni, come stabilito anche dai tribunali di primo grado e di appello.

«Sì, giustizia è fatta – dice Bruno Marino Buratti – e, va detto, anche in tempi rapidi. Non sono passati neanche tre anni dalla rapina, e c’è già una sentenza che mette la parola fine sulla vicenda. Anche se quello che è accaduto mi ha cambiato la vita per sempre. E non potrò mai dimenticarlo».

La brutalità dell’episodio spinse i poliziotti che allora indagarono a definirlo quasi un atto di sadismo. Un comportamento ancora oggi incomprensibile per Buratti, che è un brav’uomo con lo spirito resistente: nato tra i signori del quartiere Roma Imperiale (ma lui precisa che signore non lo è mai stato), Bruno Marino è figlio di Giuseppe Buratti, che perse la sua prima famiglia nell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. I Buratti hanno la storia della Versilia nel dna, ma questo non ha impedito loro di ambientarsi bene ad Avenza, dove da anni mandano avanti la tabaccheria rivendita 58. «Con l’uomo che mi ha rapinato avevo pure scambiato qualche parola in precedenza – dice il commerciante – Veniva a comprare le sigarette. Non so perché lo abbia fatto». Sette martellate in pochi attimi, poi un pugno e un’altra martellata, per guadagnarsi la fuga: un bottino magro, perché più della metà dei 400 euro del fondo cassa rimasero sul pavimento, mentre Buratti cercava disperatamente di difendersi. Una volta fuggito l’aggressore, l’uomo fu soccorso da una delle sue figlie. Ebbe 30 giorni di prognosi.

«La mia vita da allora è cambiata – conclude il commerciante – Prima venivo sempre da solo in negozio, ma ora mi muovo solo se c’è anche mia moglie. La sera chiudiamo in anticipo. Me la sono vista brutta, e ricorderò tutto questo finché vivrò. Non può che essere così: in quei momenti, mentre lui mi aggrediva, ho pensato che per me fosse finita. E ho avuto paura di morire». Nel procedimento penale l’uomo è stato assistito dagli avvocati Claudia Buratti e Filippo Tacchi.

 

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