Il Tirreno

Versilia

Le peculiarità del mercato turistico al Forte

Il futuro degli hotel è il superlusso «Così il caro energia non è un problema»

di Angelo Petri
Il futuro degli hotel è il superlusso  «Così il caro energia non è un problema»

Corchia: aumentare le tariffe ai vip è più facile

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FORTE DEI MARMI. Si parla tanto degli stabilimenti balneari che passano di proprietà, ma, al Forte, forse è il settore alberghiero quello ad essere più in movimento. E dalle strutture in vendita a quelle che hanno cambiato proprietario, fino a quelle in predicato di esser ristrutturate, emerge un'unica verità: Forte dei Marmi e i suoi hotel puntano dritto al super lusso.

Sul mercato più ricco

«Una scelta obbligata più che mera volontà imprenditoriale – commenta Paolo Corchia che si divide tra i vertici nazionali di Federalberghi e quelli locali dell’Associazione Albergatori – con un 10 per cento di inflazione reale, tariffe per l’energia, quando va bene, triplicate, guardare alla massima qualificazione e a una clientela molto ricca è il minimo che si possa fare. D’altro canto per quel tipo di clientela supervip un aumento tariffario non è significativo nel conto generale di un soggiorno. Ben diverso è per i clienti dei due, tre e quattro stelle che talvolta discutono anche sui venti euro in più».

Cambi di proprietà

Al Forte la situazione degli alberghi è ormai molto differenziata, si va dalle setto-otto strutture che l’anno scorso hanno cambiato proprietà come l’Hotel Giada, l’Imperiale, il Tirreno e il Belvedere per dire i più noti, e ci sono poi le nuove acquisizioni come l'ex-pensione America in via Colombo in cui dovrebbero essere iniziati i lavori e che andrà ad arricchire l’offerta del Gruppo Maestrelli che già vanta in città la bellissima Villa Roma Imperiale.

Ristrutturazioni

Poi ci sono gli alberghi chiusi e che dovrebbero essere ristrutturati come quelli acquisiti dall’imprenditore Bindi (Hotel Franceschi e Areion) o il trio Alcione, Mirabeau e Paradiso al mare da lungo tempo ancora al palo, dopo essere entrati nell’orbita di un imprenditore russo. «Paradossalmente, ed è un dato che fa riflettere – precisa Corchia – da questa danza di acquisti e ristrutturazioni sono però del tutto assenti i grandi fondi internazionali che hanno un obiettivo minimo di rendita dell'otto per cento, che qui rappresenta un valore che nessun hotel riesce a raggiungere».

Viscardo in vendita

Comunque per chi vuol investire ci sono tante opportunità. Sui social si legge spesso della Rta (chiusa da anni) lungo via Padre Ignazio da Carrara, mentre sulle pagine di una grande agenzia specializzata come la Lionard Luxury Real Estate si propone da alcune settimane l’Hotel Viscardo di via Cesare Battisti, un quattro stelle che è nella storia dell’ospitalità alberghiera cittadina, con la sua silhouette alle porte della zona vip di Roma Imperiale. Venticinque camere, centro benessere, ristorante, quattro livelli di struttura e una posizione invidiabile a due passi dal centro del Forte e sia dal mare. Il tutto in vendita per 12 milioni.

Costi in crescita

Comunque se gli hotel sono appetibili e sul mercato, non c’è dubbio che il nodo per l'immediato futuro resta la gestione di queste strutture “fortemente energivore” come le definisce scherzosamente lo stesso Corchia. «Intanto gli alberghi segnano un 10 per cento di aumento ormai accertato anche dalle agenzie di settore – spiega il presidente degli albergatori – un piccolo balzo che non ci mette purtroppo al riparo. D'altro canto questa vicenda dei costi energetici sta minando oltre che il futuro anche la destagionalizzazione; in tanti si sono visti arrivare le bollette dell’estate che col gran caldo obbligava i condizionatori attivi 24 ore su 24 e questo sta portando aumenti stellari dei costi di gestione. Meno male che per ora è intervenuto il 30% di credito d’imposta, ma bisognerà vedere cosa deciderà il nuovo Governo. E se ci sarà finalmente il price-cap europeo. Costi gestionali che stanno danneggiando anche strutture utili come il nostro Hotel Nautilus che da anni ospita in inverno le maestranze dei cantieri e che ora ha grossi problemi. Gas e luce vanno alle stelle, ma c'è pure un incredibile risvolto della medaglia – conclude Corchia – perché non ci consentono di installare, sia pure con ingenti investimenti, i pannelli solari sugli hotel e abbiamo difficoltà enormi a dar vita anche alle cosiddette comunità energetiche che in Toscana, sono solo tre. Insomma burocrazia batte risorse energetiche alternative uno a zero».


 

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