Gioco
Il barcone Burlamacca “nascosto” in un anfratto. Danneggiato dal maltempo, sarà ristrutturato
Fu costruito nel 1989 dai fratelli Orlando e Paolo Cinquini: era una vera attrazione. Di recente è stato usato per portare il pubblico a vedere l’opera al teatro sul lago
MASSAROSA. Il forte vento dei giorni scorsi ha trascinato in mezzo al lago il battello Burlamacca, le corde non hanno retto e dal porticciolo di Massaciuccoli ha preso il largo incastrandosi fra i canneti del padule.
Il famoso barcone è ormeggiato da alcuni anni proprio nella piccola frazione massarosese in virtù di una convenzione stipulata tra il Comune di Viareggio, che ne è proprietario, e il Comune di Massarosa. L'accordo prevedeva l'utilizzo a titolo gratuito della motonave da parte di Massarosa per realizzare il progetto “Opera in battello”, dando la possibilità ai turisti di raggiungere il teatro Puccini di Torre del lago partendo proprio da Massaciuccoli. Il comune di Massarosa, una volta giunta a termine la convenzione, si impegnava a restituire la barca al Comune di Viareggio in ottime condizioni, ricorrendo alle dovute riparazioni in caso di eventuali danneggiamenti. Tuttavia, ad oggi, anche se il progetto è concluso, il battello si trova sempre a Massaciuccoli e ha bisogno di manutenzione.
Dall'ultimo incontro avvenuto tra le due amministrazioni, risulta che Massarosa stia aspettando l'indicazione da Viareggio del nominativo della ditta che possa effettuare le riparazioni.
La motonave bianca e rossa Burlamacca risale al 1989 e nasce dal sogno dei due fratelli, ormai defunti, Orlando e Paolo Cinquini, operai viareggini con la passione per il lago e i suoi tesori nascosti. Infatti, dopo aver preso il brevetto per la navigazione di motonave in acque interne a Venezia, i Cinquini iniziarono con quelle che loro stessi definivano “crociere sul lago”. Veri e propri tour in battello che partivano dalla banchina in largo Risorgimento, sotto l'ex stabile della Salov per raggiungere tutti gli angoli nascosti del padule. Solitamente, l'itinerario comprendeva San Rocchino, il canale Burlamacca, la Piaggetta, il porto di Massaciuccoli, la sponda meridionale del lago, villa Orlando, villa Puccini per poi rientrare attraverso la fossa delle Venti per una durata del viaggio all'incirca di due ore di navigazione senza sosta.
«Prenotavano turisti da tutto il mondo – commenta Maria Teresa Erra, vedova di Orlando – avevano preparato delle registrazioni con la traduzione in altre lingue per dare modo anche ai numerosi visitatori stranieri di poter comprendere e conoscere le meraviglie incontrate durante l'escursione. Il lago era la loro seconda casa, avevano perlustrato ogni anfratto, conoscevano le abitudini degli uccelli acquatici e i nomi di tutti i fiori, anche quelli più rari».
Durante la navigazione, lo stereo diffondeva la musica di Giacomo Puccini. «Inizialmente – aggiunge Chiara Cinquini, figlia di Paolo – la motonave doveva prendere il nome del Maestro, poi, in un secondo momento, mio padre e mio zio decisero per Burlamacca in riferimento al canale. Sono stati un'attrazione importante per Viareggio per molti anni, hanno contribuito a far conoscere le bellezze del lago e sono stati un punto di riferimento per tutte le scuole della Versilia con cui hanno organizzato innumerevoli escursioni. Sicuramente molte persone se ne ricorderanno».
«Mio marito, prima di morire – conclude Teresa – ha sofferto molto nel vedere il battello ormeggiato senza essere utilizzato. Addirittura mi disse che avrebbe preferito vederlo affondare, piuttosto che vederlo andare in malora. Auspico che si possa trovare il modo di farlo tornare in azione, ne godrebbe tutta la città».
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