Il Tirreno

Versilia

La denuncia

Truffa a luci rosse in Versilia. «Ti abbiamo filmato, ti conviene pagare»

di Antonio Scuglia

	Un agente della Polizia Postale al lavoro
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Un agente della Polizia Postale al lavoro

Tornano alla carica i finti agenti: un falso ufficiale informa la vittima che nei suoi confronti è in corso un’indagine per pedopornografia, legata a siti visitati o filmati scaricati, e lo invita a pagare una somma di danaro

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VIAREGGIO. Tornano all’assalto, con nuove modalità, gli autori della "truffa a luci rosse" via web che è stata già tentata nei confronti di alcuni versiliesi nei mesi scorsi.In pratica un falso ufficiale informa la vittima che nei suoi confronti è in corso un’indagine per pedopornografia, legata a siti visitati o filmati scaricati, e lo invita a pagare una somma di danaro (a volte in criptovalute) per non incorrere in un processo. Il tutto a volte citando norme inesistenti e fingendo che la stessa webcam del destinatario lo avrebbe filmato mentre accedeva a quei siti o a quel materiale pornografico. Questo il nuovo messaggio, segnalatoci da un lettore, un professionista viareggino che per fortuna non è cascato nella trappola. «Salve, Convocazione-(Réf. ROM -IT) In allegato», e segue il nome di un ufficiale (Cap. xxx).Rispetto alle modalità precedenti, l’email stavolta non arriva apparentemente al nostro stesso indirizzo di posta ma da un «Polizia giudiziaria ».

I destinatari appaiono plurimi: «A: convocazione.amministra.it@tribunale.roma.giustizia.it», e nell’Oggetto troviamo la dicitura «Settore Crimine Informatico - Convocazione» eccetera.Ma il succo è lo stesso delle versioni precedenti. La più diffusa è la seguente, in italiano discutibile: «Siete oggetto di numerosi procedimenti legali in vigore: Pornografia Infantile. Esibizionismo. Cyberpornografia. Per tua informazione, la legge n° 2007-293 del 5 marzo 2007 del codice penale aumenta le pene quando le proposizioni, le aggressioni sessuali o gli stupri potrebbero essere stati commessi utilizzando Internet e tu hai commesso i reati dopo essere stato preso di mira internet (sito pubblicitario), poi durante gli scambi di posta elettronica. Le tue foto di nudo che invii a minori tramite il tuo indirizzo IP sono state registrate dal nostro cyber poliziotto e costituiscono una prova dei tuoi reati. Sei pregato di farti sentire via email: plaintes@euro-interpol. com scrivendoci le tue giustificazioni affinché vengano messe in esame e verificate al fine di valutare le sanzioni; questo entro un termine rigoroso di 72 ore».

Altrimenti partirebbe la denuncia, secondo il sedicente investigatore, «per redigere un mandato di cattura nei vostri confronti, inviarlo alla polizia più vicina al vostro luogo di residenza per il vostro arresto e denunciarti come molestatore sessuale». Non solo: «Il tuo file verrà anche inviato ai media per la diffusione dove la tua famiglia, i tuoi cari e tutta l’ltalia vedranno cosa stai facendo davanti al tuo computer o cellulare». Come difendersi? Cestinando l’email e non rispondendo, suggerisce la polizia, né tantomeno dando un’eventuale conferma di lettura. Ovviamente, se c’è un allegato, non va aperto perché potrebbe contenere un malware. Il lettore che ci ha segnalato questa vicenda, come detto, non ha abboccato all’amo, ma sarebbero stati molti coloro che si sono fatti derubare da questi truffatori.

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