Il Tirreno

Versilia

Il lutto

Addio a Babboni re degli albergatori di Forte. «Insegnavi l’arte dell’accoglienza»

di Angelo Petri
Addio a Babboni re degli albergatori di Forte. «Insegnavi l’arte dell’accoglienza»

Con la moglie ha gestito il Piccolo Hotel, attività iniziata nel lontano 1952 con l’edificazione della struttura sui terreni di Villa Malaparte dove lo scrittore toscano aveva trascorso il suo confino in terra versiliese

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FORTE. Si potrebbe dire che ha valuto attendere che la stagione estiva volgesse al termine per salutare definitivamente quel suo mondo che per tanti anni l’aveva visto orgoglioso protagonista, assieme alla moglie Maria Loffredo, alla guida del suo Piccolo Hotel, giusto nel cuore nobile di Roma Imperiale, e che poi piccolo non era affatto. Anche perché nobilitato da tante presenze prestigiose che nel corso degli anni avevano popolato le sue camere.

Se n’è andato così alle soglie dei suoi 95 anni il decano degli albergatori fortemarmini, Giorgio Babboni, classe 1927, dopo ben settanta anni di attività alberghiera. Attività iniziata nel lontano 1952 con l’edificazione dell’albergo sui terreni dii quella che era stata la Villa Malaparte dove lo scrittore toscano aveva trascorso il suo confino in terra versiliese.

Da allora Giorgio e la moglie, coppia inseparabile, avevano diretto la struttura con tanta signorilità e spirito di accoglienza che non è affatto cosa comune. «L’avevo visto un mese fa – ricorda Paolo Corchia presidente della Federalberghi cittadina – proprio sul viale Morin, davanti al suo albergo. Poi Giorgio, nelle settimane a venire, si è spento lentamente. Resta di lui il ricordo indelebile di un imprenditore vero, dalla vena particolarmente dedicata all’ospitalità, che gli aveva consentito di ottenere un grande successo fin dal Dopoguerra in questa sua struttura, peraltro preziosa, posta com’è tra i pini e il mare. Babboni non lesinava i suoi commenti e i suoi consigli ai colleghi più giovani e alla categoria, dall’alto della sua lunga esperienza – continua Corchia – e per questo ci mancherà tantissimo. Vuoi per l’età vuoi per il suo carattere Giorgio era un riferimento assoluto della nostra categoria, un uomo che ha veramente nobilitato il mestiere dell’albergatore dandogli quel calore, quello spirito di accoglienza che ha reso celebri tante strutture cittadine e in fondo anche l’intero nostro paese. Il Forte, infatti – conclude Corchia – proprio ad imprenditori e ad albergatori come lui deve buona parte della sua fama attuale».

La concezione dell’ospitalità di Babboni? «Semplice – ricorda Corchia – una grande villa dove tanta bella gente, anno dopo anno, si ritrova, rientra nella propria camera, ormai acquisita di diritto, ritorna alle proprie abitudini vacanziere e come per incanto, ecco che ogni estate rinasce la famiglia del Piccolo Hotel: gli ospiti, il personale, i proprietari che sono gli stessi da una vita. Chi va al Piccolo e riesce a entrare nel suo mondo e a coglierne l’essenza non può fare a meno di tornarci e chi ci ritorna lo fa perché ama tuffarsi in quell’atmosfera di semplicità, di naturalezza, di normalità e di tranquillità che niente riesce a turbare».

Babboni era anche un grande appassionato e valido giocatore di bridge ben conosciuto nei circoli cittadini. Quest’oggi chi vorrà potrà rendergli omaggio alla camera ardente allestita alla Croce Bianca di Querceta, da dove, poi, proseguirà per la cremazione.


 

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