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Il principe Emanuele Filiberto di Savoia a Sant’Anna. Il sindaco: «Doveva chiedere perdono»

Il principe Emanuele Filiberto di Savoia a Sant’Anna. Il sindaco: «Doveva chiedere perdono»

Maurizio Verona dopo la visita del principe al monumento dell’Ossario «Non ha avvisato nessuno, spero non si sia trattato di campagna elettorale»

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Sant’Anna 78 anni fa i nazisti guidati dai fascisti locali giunsero in questo borgo sulle pendici delle Apuane e sterminarono donne, vecchi e bambini. Oltre 500. Da pochi mesi la monarchia Savoia aveva firmato l’armistizio con gli Alleati. Prima di quella data i Savoia avevano portato al potere il fascismo, avallato tutte le leggi che avevano portato alla soppressione delle libertà politiche, associative, di pensiero, firmato le leggi razziali e permesso l’entrata in guerra al fianco della Germania nazista. Sabato 10 settembre l’ultimo dei Savoia è salito all’Ossario per deporre un mazzo di fiori. Maurizio Verona è sindaco di Stazzema dal 2014 e ha visto salire a Sant’Anna ministri, due presidenti della Repubblica, un presidente della repubblica tedesca, i ministri degli Esteri del G7, personalità del mondo della politica, dello spettacolo. Ma soprattutto tanti giovani che sono cresciuti di anno in anno. Mai nessuno dei Savoia aveva fatto questo passo.

Sindaco, sapeva della visita?

«Non sapevo nulla, poteva essere un’occasione per poter far incontrare all’ultimo dei Savoia un superstite o un rappresentante delle istituzioni e far comprendere cosa è successo e che cosa stiamo facendo per costruire un mondo in cui possano prevalere quei valori che calpestati nel ventennio».

Come giudica questa visita?

«Si tratta di un erede di quella monarchia che nel 1938 in Toscana mise la firma infame su quella legge che istituiva le leggi razziali volute dal regime fascista. La Toscana è una terra martire di quella ideologia in termini di stragi di civili, di deportazioni per motivi razziali, contro gli oppositori politici. Sant’Anna è un luogo simbolo del sacrificio di quella ideologia e di quel regime che ha governato con il consenso dei Savoia. Prendo atto di questa visita e del fatto che ha voluto depositare un mazzo di fiori al Monumento Ossario, ma accorre stare attenti ad alcune cose».

A cosa si riferisce?

«Tra alcuni giorni si vota: ho visto dalle foto che Emanuele Filiberto era accompagnato da un noto esponente politico versiliese e da una troupe televisiva. Bisogna capire se è venuto per una visita personale e se il luogo gli abbia suscitato quella riflessione profonda che ispira di solito in qualsiasi essere umano Sant’Anna. Credo che l’intervista andrebbe fatta a lui per capire se questa cosa sia accaduta e se ha compreso venendo qua, il male che ha provocato la dittatura sostenuta dalla sua famiglia. Se di tutto questo chiedono perdono a tutte le vittime di quel regime allora è un passo avanti. Se è venuto per scampagnata elettorale credo allora si tratta di un atto che non possiamo paragonare a quello di suo nonno, ma di pessimo gusto perché avrebbe utilizzato Sant’Anna come un teatrino e questo non è accettabile.

In passato sono arrivati a Sant’Anna tanti a chiedere perdono..

«A Sant’Anna tutti sono i benvenuti: in passato sono arrivati e continuano a venire tanti rappresentanti della Germania, ultima la console lo scorso 12 agosto e tanti cittadini tedeschi. Sulla lapide che si trova sotto la statua coperta dalla volta dell’Ossario campeggiano due parole che sono la sintesi di ciò che i superstiti hanno pensato per Sant’Anna, amore e perdono. Sembra impensabile che proprio laddove riposano le spoglie dei loro familiari siano state per sempre volute queste due parole. Per questo spero che questa sia una visita sincera. Se non lo fosse sarebbe grave».

Sindaco Verona, scriverà ad Emanuele Filiberto?

«Non lo farò. Sarebbe stato auspicabile che fossimo stati avvertiti di questa visita da lui: avremmo avuto la possibilità di accoglierlo non tanto da parte mia, quanto magari da parte di un superstite o da qualche familiare, da qualcuno che lavora al Museo e avremmo potuto rendere ancora più approfondita la sua visita. Spero davvero che non sia una passerella, Sant’Anna non lo deve essere». l

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