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Versilia

L'indagine

Morìa di pesci nel fosso Motrone a Pietrasanta: è allarme ambientale. Ecco il punto della situazione

di Luca Basile
Morìa di pesci nel fosso Motrone a Pietrasanta: è allarme ambientale. Ecco il punto della situazione

I balneari: «Servono controlli anche per individuare i responsabili». Intanto si attendono gli esiti dei prelievi Arpat per scoprire la causa

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PIETRASANTA Da una parte ci sono Arpat e polizia forestale, chiamati a fare chiarezza sulle cause di una morìa di pesci definita da più parti «inquietante», lungo il fosso Quadrellara Motrone; dall’altra c’è il Comune impegnato a portare a compimento la fase dei controlli sugli allacci alla rete fognaria.

All’indomani del rinvenimento di una quantità significativa di carcasse di spigole, cefali, carpe e altri pesci nel corso d’acqua in questione, la preoccupazione resta ben oltre la soglia di guardia. «Come facciamo a non essere preoccupati? Questo fosso finisce in mare con tutte le conseguenze del caso: è vero che con lo scorrere dell’acqua la problematica, potenziale, si diluisce, ma i timori restano. Per altro parliamo di un fosso, il Motrone, che questa estate ha fatto registrare valori di balneazione sempre nella norma e quindi confortanti per lo stato di salute delle nostre acque marine. Detto questo – il pensiero di Francesco Verona presidente del Consorzio Mare Versilia – deve essere assolutamente individuata la causa della morìa dei pesci: viene da pensare a qualche sversamento, a una disinfestazione, ma le nostre possono essere solamente ipotesi. L’intervento di Arpat servirà a fare chiarezza. Quello che è certo – prosegue Verona – è che deve essere portata avanti sia una politica preventiva per evitare simili situazioni, sia azioni di controllo che permettano di individuare eventuali responsabili per poi sanzionarli duramente. Perché il nostro ambiente, così come l’offerta turistica, devono essere assolutamente tutelati».

Si resta in attesa del responso delle analisi di Arpat: «Al momento non abbiamo avuto ancora comunicazione sugli esiti», fa sapere l’assessora Tatiana Gliori, il Comune ha rimosso «le carcasse dei pesci – una decina di sacchi, ndr – presenti nelle acque del fosso. Inutile, in questa fase, lanciarsi in ipotesi: leggo di possibili sversamenti, conseguenze di sfalci d’erba, disinfestazioni, mancanza di ossigeno nell’acqua causata dalla siccità. Chi di dovere saprà dare alla comunità e al Comune una risposta definitiva: restiamo in attesa. Nel frattempo – spiega Gliori – noi e i nostri uffici non restiamo fermi. Acquisiremo documentazioni, faremo le nostre valutazioni per poi portare avanti una serie di controlli su allacci e scarichi nel fosso Fiumetto e anche in quello di Motrone. L’attenzione, da parte nostra, sarà sempre massima su questo fronte, e infatti nella giornata di domani è previsto un altro monitoraggio per verificare eventuali nuove criticità. L’importante, adesso, è capire il perché della morìa dei pesci e agire. La preoccupazione dei balneari? Siamo tutti preoccupati, però l’importante, mi ripeto, è individuare le cause: se naturali, penso alla siccità come già successo in passato, è un conto, se al contrario ci sono delle responsabilità serviranno provvedimenti adeguati».

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