Il Tirreno

Versilia

La sentenza

Violenza sessuale sul lungomare di Forte dei Marmi, ventunenne condannato

Violenza sessuale sul lungomare di Forte dei Marmi, ventunenne condannato

Quattro anni in abbreviato per il giovane che aggredì una 50enne.  Individuato, riuscì a scappare all’estero ma venne arrestato in Grecia dopo un mese

2 MINUTI DI LETTURA





Forte dei Marmi Era la sera del 13 febbraio quando sul lungomare di Vittoria Apuana aggredì una commessa versiliese cinquantenne con l’intento di violentarla. Ieri Lika Kleudis, 21 anni, di nazionalità albanese, è stato condannato a quattro anni di reclusione – con rito abbreviato – per violenza sessuale, resistenza a pubblico ufficiale e evasione dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Lucca Riccardo Nerucci. Il giovane era stato protagonista anche di una vicenda rocambolesca: poco dopo l’aggressione, temendo di essere stato individuato dalla polizia, era fuggito all’estero; la sua fuga era poi terminata, giorni dopo, grazie a un banale controllo al confine tra la Grecia e la Macedonia.

Sono circa le 19 del 13 febbraio, siamo sul lungomare di Vittoria Apuana. Una commessa versiliese di 50 anni sta camminando verso casa. All’improvviso – secondo quanto è stato poi ricostruito dagli agenti della polizia di Stato – il ventunenne salta fuori da un vicolo pedonale (buio e cieco) che sbocca sul lungomare di Vittoria Apuana, aggredisce la donna e la trascina nel vicolo. Fa di tutto per portare a termine la violenza sessuale. Ma lei non si dà per vinta, comincia a urlare sempre più forte e c’è qualcuno che la sente. Interviene un imprenditore balneare che mette in fuga l’aggressore.

Da lì scattano le ricerche del commissariato di polizia di Forte dei Marmi guidato dal dirigente Mario Russo. Viene individuato subito grazie alle immagini delle telecamere ma lui si dilegua. Parte la caccia all’uomo: trovati gravi indizi sulla sua colpevolezza, il gip emette infatti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Le indagini della squadra mobile di Lucca accertano che alcuni familiari del 21enne vivono nella città albanese di Lac: ipotizzando un suo rientro in patria, scatta il servizio per la cooperazione internazionale di polizia. Si scopre che il 27 febbraio il 21enne è entrato in Albania dalla frontiera di Hani i Hotit, al confine con il Montenegro, a bordo di un’auto che all’inizio di marzo era ancora in territorio albanese. Scatta la richiesta alla Procura di un mandato d’arresto europeo.

Lui crede di averla fatta franca e il 14 marzo si presenta alla frontiera diretto in Grecia. Viene arrestato nel corso di un normale controllo della polizia greca in collaborazione con l’agenzia Frontex. Viene richiesta l’estradizione in Italia, che avviene il 21 aprile. Viene dunque portato al carcere di Civitavecchia. Ieri la condanna.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web