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Camaiore, rincari al ristorante per le maxi bollette «Aumenti del 10% e più giorni di chiusura»

di Giacomo Corsetti
Camaiore, rincari al ristorante per le maxi bollette «Aumenti del 10% e più giorni di chiusura»

Tre storici proprietari di locali fanno il punto «Dopo un’estate fantastica adesso sarà dura». E c’è il problema anche per i dipendenti: «In questa situazione si arriverà anche al taglio del personale»

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CAMAIORE. Luce, gas, materie prime. I grandi incrementi di queste ultime settimane stanno colpendo ogni settore. Uno di questi è quella della ristorazione, chiamato a fare i conti con bollette, in media, triplicate rispetto ai mesi precedenti. Una situazione che rende difficile guardare all’inverno con ottimismo e che preoccupano non poco. Come spiegano tre ristoranti storici del territorio camaiorese e della Versilia. «I rincari – dichiara Daniele Pierucci del ristorante La Dogana di Carezzano Pianore – sono stati vertiginosi. È aumentata la materia prima, anche la più popolare come il pesce, incrementato del 50 per cento. Tutto questo poi concorre a fare il prezzo finale con cui si fa il conto. Per le forniture per noi è triplicata la corrente elettrica. Ma anche il gas è aumentato. Un’impennata iniziata ad aprile. Paradossalmente il vino è stata una delle cose che è aumentato meno per adesso».

Alla luce di questo quadro «siamo stati costretti a reagire con degli aumenti intorno al 10% per non erodere il guadagno. La mia percezione è che tutto questo nel giro di poco frenerà i consumi. La giostra rallenterà. Abbiamo avuto un’estate fantastica anche grazie al mercato estero che vive la Versilia, però poi quando arriva il periodo in cui lo straniero non c’è più, l’italiano non riesca a reggere questi rincari. Che alla lunga questa inflazione generale porti a svuotare l’ambiente. È una grande paura».

Da Carezzano Pianore si sale fino al borgo medievale di Monteggiori, quasi al confine con Pietrasanta. «Ho controllato le bollette prima di Pasqua – dice Marco Faccio del ristorante Le Tre Terrazze – e le ultime che sono arrivate: la cifra è più che raddoppiata. Prima si pagava 20 centesimi ogni chilowatt/ora, adesso in certe fasce si arriva a 60 centesimi. La bolletta di agosto ha portato via una bella fetta di utili che avevamo fatto. L’anno scorso è arrivata di 1.200 euro, quest’anno di quasi 3.000. Noi – continua – all’inizio dell’anno avevamo già aumentato un poco i prezzi perché sapevamo di eventuali rincari. A giugno tutte le materie prime sono incrementate. Purtroppo ci siamo dovuti adeguare a discapito della clientela. Saranno duri i mesi invernali e abbiamo in mente di ridurre al minimo i giorni di apertura per non sprecare troppe energie. Stare chiusi dal lunedì al giovedì».

«Sono triplicate – dichiara Marco Marchi, titolare insieme alla moglie della Trattoria La Fascina di Lido – tutte le bollette. Spendevo 1.200 euro a luglio, ora 4.100. Ad agosto invece era 1.300 e ora mi è arrivata di circa 5.000. Quindi non so come si debba fare in questa situazione. Anche le materie prime sono aumentate. Ho quattro figli a casa e non posso permettermi di chiudere. Io e mia moglie ci facciamo in quattro qui. Se si continua così – prosegue – la gente avrà meno soldi in tasca e la ristorazione andrà a diminuire. Ma anche se uno lavorerà poco, i consumi saranno i soliti di sempre. Se le bollette continuano di questo passo sarà dura. Speriamo che il governo intervenga perché ce n’è di bisogno. In questa situazione ne affonderanno tanti in inverno. Succederà di nuovo che tanti dipendenti si troveranno senza lavoro perché poi il taglio del personale andrebbe fatto. Non sarebbe una bella situazione nemmeno per loro».

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