Sicurezza
Viareggio, folla in delirio per Jovanotti:; «Spiaggia d’amore e libertà» - Il racconto
Lorenzo riabbraccia la spiaggia del Muraglione: «Ce l’abbiamo fatta». E il pubblico esulta. Protagoniste le donne: ospiti Nannini e Bebe Vio assieme a Ron e Morandi
VIAREGGIO. «Ciao Viareggio, ce l’abbiamo fatta». Jovanotti sale sul palco per il clou del Beach Party poco prima delle 20, e una folla già eccitatissima comincia a cantare e ballare. Inizia così una festa che, forse, non si era mai vista.
Saranno gli anni di pandemia, che ci hanno disabituato a uno spettacolo simile. Ma il pubblico che si è riversato fin dal pomeriggio sulla spiaggia del Muraglione è stato lo spettacolo nello spettacolo. Uno show soprattutto al femminile: perché la prima tappa del Jova Beach Party a Viareggio è stata il concerto delle donne. Di tutti i tipi e di tutte le età: giovani, meno giovani, incinte, innamorate di uomini o di altre donne, in procinto di sposarsi o single.
Non è un caso che, quando Lorenzo Cherubini fa partire lo show, si scatena con le parole amore e libertà. Non è un caso che la seconda canzone in scaletta, subito dopo la canonica “Una tribù che balla”, è “Y love you baby”. Un brano che, aveva spiegato il re del pop italiano, «è una canzone d’amore dedicata a una ragazza, che deve scalare una montagna, attraversare l’oceano a nuoto, baciare un rospo in bocca senza nessuna garanzia che si trasformerà in principe». Quante montagne che devono scalare, queste ragazze. E non è neppure un caso che il primo ospite sul palco – dopo che nel pomeriggio aveva fatto capolino a Viareggio Bebe Vio – sia “una” ospite. E che ospite: Gianna Nannini. Una fuoriclasse che, ironizza Jova, «era un po’ che non vedevo». Ma basta riaccendere Radio Baccano, Fotoromanza e le Notti magiche per scatenare il popolo di Jovanotti. Ipnotizzato da entrambi gli artisti.
Piccolo passo indietro. Sono attese più di 30mila persone al Muraglione e quindi si sa che sarà un’invasione pacifica. Nulla, però, può preparare lo spettatore a ciò che vede una volta entrato nell’area del Jova Beach. È come sentirsi spaesati e allo stesso tempo inebriati. Che matti, questi che girano per la spiaggia. Si piazzano con i teli sulla sabbia, godendosi gli ultimi sprazzi di sole. Si lanciano in acqua, per tuffarsi e sentire quella strana felicità che ti porta settembre, come dice “L’estate addosso”. Intanto il sole sta per tramontare e arriva Jovanotti, con tutto l’armamentario pop che ne ha fatto un miscelatore tanto amato al grande pubblico. Tra Jack Kerouac e “Gimbo” Tamberi, passando per Silvio Soldini, si accende la miccia alla tribù on the beach che balla già come un’ossessa. Si lanciano messaggi, i consueti appelli alla sostenibilità e al salto culturale necessario, perché il rispetto dell’ambiente diventi tema primario. Si ricorda, senza polemica, che la spiaggia dovrà tornare più bella di prima. E si parla di libertà, una libertà necessaria, «che è questa qui che abbiamo a Viareggio, in questa spiaggia», dice Jovanotti.
Dopo l’arrivo di Gianna Nannini, che incendia di rock il palco, è il turno di Gianni Morandi. Un altro mito inscalfibile, che con Jova sembra aver trovato un’intesa magica: “Apri tutte le porte”, con testo di Lorenzo Cherubini, è il brano che ha portato il ragazzo di Monghidoro al terzo posto all’ultimo Sanremo. Una canzone che ispira sentimenti positivi, che richiama alla rinascita. Un brano perfetto per lo spirito del Jova Beach Party. Altro grande ospite della serata, e altro mito della musica italiana, il grande Ron.
Per Jovanotti un trionfo forse superiore alle attese. E oggi si replica, ahinoi con l’allerta meteo che incombe. Ma è bastata questa prima tappa per capire una cosa: c’è un’energia che scorre, sotto questi tempi cupi, che può davvero dare vita al mondo di domani. Un mondo migliore.
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