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Il popolo di Jova a Viareggio: la tribù dei trentacinquemila che balla sul mare

Melania Carnevali
Il popolo di Jova a Viareggio: la tribù dei trentacinquemila che balla sul mare

IL REPORTAGE. Dai teenager agli over 50 tutti a ballare sulla sabbia: «Il bello di questo concerto è l’aria di festa che tira»

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Gli ingressi sono 2, A e B. «Potete scegliere la fila che vi pare», dice una dello staff. Poco cambia. Il fiume di gente c’è da ambo le parti. In coda nel secondo ingresso c’è un gruppo di amiche di Firenze. Hanno sui 50 anni. Due hanno una coroncina di fiori in testa, l’altra un berretto. Sono venute qui per festeggiare il 53esimo compleanno di una delle tre, Elisabetta. «Ma poi l’importante è andare», dice Silvia. Dove? «Ovunque». Si conoscono da dieci anni e insieme hanno girato mezzo mondo. Concerti inclusi. «Siamo andati anche a sentire Fiorella Mannoia e il prossimo sarà Ligabue».

Dicono che avevano bisogno di allegria e allora ecco che quando hanno sentito che Jovanotti avrebbe fatto tappa a Viareggio, di nuovo, dopo quella del 2019, hanno comprato i biglietti e messo in agenda l’evento. «Ci piace il senso di spensieratezza che dà Jova», dicono. Poi allungano i biglietti e si perdono nella folla. Sono le quattro del pomeriggio e lo spiaggione della Darsena è già stracolmo. Il concerto inizierà solo alle 20, ma i gruppi e i dj ospiti hanno già iniziato a esibirsi. C’è chi prende il sole, chi balla, chi fa il bagno. La giornata è lunga.

Sedute sugli asciugamani, accanto a uno dei palchi secondari, un gruppo di ragazze sta giocando al cruciverba nonostante la musica a tutto volume. «Tirarsi via, puntini, puntini, dai piedi», dice una. «Cosa? », chiede un’altra. «Tirarsi via, puntini, puntini, dai piedi», ripete, questa volta gridando. Le altre la guardano e fanno no con la testa. Non la sanno.

Accanto, due ragazze si fanno selfie compulsivi. Sono vestite uguali. Occhiali da sole, costume azzurro e una maglietta fuxia con la scritta gialla “respira questa libertà”. Sono entrambe di Viareggio. Robin ha 26 anni ed è una maestra. Veronica di anni ne ha 30 ed è una docente alle superiori. Insieme si sono fatte tutti i concerti di Jovanotti, a Viareggio, nel 2019, e insieme si faranno quelli di quest’anno. «Ci piace Jovanotti, ma soprattutto ci piace l’aria che si respira», dice Robin.

D’altronde, più che un semplice concerto, sembra un mega festa in riva al mare. La spiaggia è circondata da food truck di ogni tipo: ci sono gli hot dog, i panini made in Italy, il vegetariano, c’è pure chi propone cucina greca. E poi lo stand per il make up con code più lunghe che ai saldi. Lì dentro si entra normali e si esci stracolmi di brillantini. Poi le docce a forma di infradito colorate, la zona chill out, i bar, non uno, ma tanti, differenziati anche per tipo di drink: birra, analcolico o cocktail.

Davanti a uno dei bar ci sono tre ragazze. Hanno tra i 19 i 21 anni. Sono venute da Lucca con il treno e poi con la navetta. È il loro primo concerto insieme e hanno scelto questo «perché Jova è Jova». Dicono di conoscere tutte le sue canzoni, anche quelle di Jovanotti for president, il primo album uscito quando loro ancora non erano nate: nel 1989. «Ci sono artisti che si scoprono anche a ritroso», dice una delle tre, Asia.

Come Jovanotti, che è appena salito sul palco. «Allora come state? State bene? ». E giù di sìììì. «Siamo una bella coppia noi», dice e annuncia il prossimo artista: Mousse T, il dj e produttore d’origine turca imposto al successo anni fa dal remake di Sex bomb, voluto dallo stesso Tom Jones. Dal palco in riva al mare parte la musica house e un gruppo di ragazzi lancia un grido poi inizia a correre per andare sotto cassa alzando un polverone che nemmeno nel rally in Dakar.

Lì sotto alla polvere è seduto un gruppo di ragazze. In testa hanno tutte la fascia colorata dell’evento con scritto Jova. Si stanno truccando, rigorosamente con brillantini. Sono arrivate da La Spezia. «Hanno organizzato un pullman apposta», spiega Ginevra. Ha 19 anni, come le altre. Frequentano tutte il liceo linguistico della città, anche se in classi diverse. È il loro primo concerto senza genitori. «Ci piaceva l’idea di stare qui tutto il giorno, in mezzo alla musica e alla gente», spiega un’altra del gruppo, Sara. «E poi Jovanotti è un cantante allegro, piace a tutti», aggiunge l’altra.

Lorenzo risale sul palco questa volta per raccontare una storia, una bella storia, quella di Mattia Villardita, 28 anni, impiegato, che fino a 22 anni è stato un paziente oncologico e che adesso, da volontario, si veste da Spiderman per portare allegria in corsia. «Lo faccio perché so cosa vuol dire stare dall’altra parte», dice lui. E il pubblico di Jova lo applaude.

Lo applaude anche Lucia, 52 anni, di Viareggio, medico oncologico all’ospedale di Lucca. È qui insieme agli amici: Margherita, 52 anni, e Massimo, 56.

«C’è anche nostra figlia, ma più avanti», dice Margherita. Anche nel 2019 erano qui. «È imperdibile – dice Lucia – ma soprattutto dopo due anni di epidemia, in cui siamo rimasti chiusi nelle nostre case, avevamo bisogno di questo: di festa, di tornare a vivere, di tornare a stare insieme». Margherita ha un’agenzia di viaggi. «Per due anni non ho lavorato, è stata una tragedia. Questo evento è anche un modo per consolarci dopo due anni tristi».

Il sole sta per calare. Questo significa che sta per iniziare il concerto. Dai cancelli continuano ad arrivare frotte di persone. In tutto, a fine serata, verranno strappati oltre 35mila biglietti. Un gruppo di ventenni entra correndo con la birra in mano che esce dai bicchieri. Forse non è nemmeno la prima birra. Una di loro sta cantando una canzone indecifrabile e un altro le dice di smettere. «Sei stonata», le grida. Lei non è d’accordo e continua a cantare, mentre corre, sempre con la birra in mano.

Poi arriva il momento: il sole scende e sale sul palco Jovanotti che parte subito con un successo di quest’anno: I love you baby. E la folla si scatena, con o senza le birre in mano, inizia a cantare, a ballare, o anche solo a saltare, a chiedere a Jova di non fermarsi mai. E andranno avanti così, per ore, sotto il cielo di Viareggio da dove la folla sembra solo un altro cielo di stelle. l

Melania Carnevali

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di Redazione web