Il dolore
Il ricordo del torrelaghese Tofanelli: «Quella volta che suonai per Gorbaciov»
Il noto trombettista, all’epoca militare, fu incaricato dall’esercito. «Si fermò davanti a me: è stato come guardare la Storia in faccia»
TORRE DEL LAGO. Avrebbe dovuto suonare al Cremlino il prossimo ottobre, se non ci fosse stata la guerra. Perciò il noto musicista torrelaghese Andrea Tofanelli, conosciuto in tutto il mondo per le sue performances, ha le sue ragioni nel ricordare con nostalgia il 1989. Quando prestava servizio militare a Roma e fu il trombettista prescelto per accogliere Mikhail Gorbaciov, allora capo dell’Unione Sovietica. Scomparso l’altroieri a 91 anni.
Gorbaciov era arrivato a Roma per lo storico incontro con Papa Giovanni Paolo II. Era la prima volta che un presidente dell’Urss incontrava un Papa, quindi un momento senza dubbio storicamente molto significativo.
«Stavo facendo il militare nella banda dell’Aeronautica a Roma – ricorda Tofanelli – il Ministero della Difesa fece richiesta di un “trombettiere particolarmente idoneo”. E decisero che questi onori a Gorbaciov, al suo arrivo all’aeroporto di Ciampino, li dovessi fare io. Sono stato una specie di Forrest Gump per un giorno. È stata una emozione che ricordo ancora oggi molto bene. Un’esperienza che in questo momento storico ha visto coinvolto un pezzettino di Torre del Lago e di Viareggio. La permanenza in Italia di quei giorni del presidente russo iniziarono proprio con i miei squilli di tromba, che furono tre quando atterrò; poi altri per il picchetto d’onore e altro squillo per il nostro presidente della Repubblica Francesco Cossiga».
«Con la Compagnia d’onore Vam – prosegue Tofanelli – ci schierammo sulla pista parecchie ore in anticipo, come richiedeva il protocollo militare, con la divisa azzurra da cerimonia, l’elmetto bianco, le ghette e i guanti bianchi, la drappella d’onore legata alla tromba. Erano presenti tante telecamere che riprendevano in diretta mondiale quel momento storico così significativo. Ricordo in lontananza il portellone che si apriva e appariva quell’uomo così importante, che scendeva sorridente le scale dell’aereo, salutava la rappresentanza dello Stato che lo accoglieva e si incamminava dritto verso di noi, arrestandosi immobile sull’attenti proprio davanti a me, di fronte alla bandiera italiana che avevo accanto. Attendeva gli squilli d’onore. Il protocollo richiedeva che il Presidente restasse fermo sull’attenti finché gli squilli non venivano eseguiti. Non ho suonato subito: ho osservato attentamente quest’uomo davanti a me che sarebbe rimasto per sempre sui libri di storia. Quando mai poteva succedere nella vita di trovarsi così vicino al presidente dell’Unione Sovietica, in un periodo come quello della Guerra Fredda? Era un’occasione unica. Dopo qualche secondo surreale in cui tutto stava rimanendo silenzioso e immobile, ho alzato la tromba e ho suonato gli squilli, sperando che venissero bene perché in quel momento (anche se Internet e YouTube ancora non esistevano…) mi stava ascoltando il mondo intero. Tutto andò bene e, terminati gli squilli, il Presidente Gorbaciov tirò giù la mano dalla posizione di attenti, si girò e riprese a camminare, entrando nelle auto blu».
«Quando pochi anni dopo uscì il film “Forrest Gump”, ho capito che in quei momenti sono stato un po’ Forrest Gump anch’io – conclude Tofanelli – Ho cercato su Internet foto e video di quell’arrivo a Ciampino, ma ad oggi non si riesce a trovare niente. Di sicuro, negli archivi della Rai e di molte tv internazionali le riprese ci sono, ma in rete non si trovano. Un momento in cui ho toccato la storia con un dito, incrociando per un attimo la mia vita con quella di un personaggio leggendario che la storia ricorderà per sempre. Come sempre, grazie alla musica e alla mia tromba».
Per Tofanelli nello stesso anno ci fu un’altra emozione: quella, di accogliere al Quirinale anche il presidente degli Stati Uniti George Bush senior. «Anche questa è un’altra giornata che non potrò dimenticare, non ci credo ancora che nel solito anno ho visto da vicino i due presidente delle superpotenze mondiali».
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