Il Tirreno

Versilia

Camaiore piange Enrico Marchetti «La vita all’insegna dell’altruismo»

Giacomo Corsetti

	Enrico Marchetti durante la campagna elettorale del giugno scorso
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Enrico Marchetti durante la campagna elettorale del giugno scorso

Candidato sindaco alle ultime elezioni è stato sconfitto da una grave malattia

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CAMAIORE. Un uomo per gli altri. Soprattutto per quelli che erano più in difficoltà. Un artista, tappetaro ed insegnante. Calciatore e politico. Una figura che andava ben oltre le appartenenze di parte. Se n’è andato all’età di 69 anni Enrico Marchetti, candidato sindaco alle ultime elezioni amministrative di Camaiore con lo schieramento Camaiore Popolare e consigliere comunale. Un impegno che aveva saputo portare avanti con la forza delle idee e del coraggio, nonostante la malattia che lo affliggeva da diverso tempo.

Già presidente della Circoscrizione del centro, Marchetti ha vissuto in prima linea la lotta per i diritti sociali, per il lavoro e per le persone disabili. Per “i suoi ragazzi”. Lascia la moglie Paola, i due figli Noema e Jeiar e i nipoti Hermes, Adriano e Alessandro.

Nato a Camaiore il 19 febbraio 1953, Marchetti all'età di dieci anni perse un avambraccio a causa di un grave incidente. Ciononostante fu un bravo giocatore di calcio: giocava come centravanti nel settore giovanile della Rocca di Camaiore. Diplomato al liceo artistico, si era poi iscritto all’Università di Firenze.

Fin dalla tenera età «aveva dovuto combattere – ricorda la figlia Noema – dedicandosi poi al sociale e alla disabilità». Due tematiche che lo hanno sempre visto grande protagonista nella realtà versiliese, con importanti iniziative e progetti.

«Quando sono nata – continua Noema – lavorava al manicomio di Maggiano e insegnava. Con la sua vena artistica cercava di coinvolgere i ragazzi per dargli una formazione. Da ragazzo faceva il madonnaro, che era un rituale di Camaiore dove venivano fatte delle rappresentazioni ecclesiastiche. Mi ha lasciato l’esempio. Era una persona corretta, umana e mi ha insegnato fin da piccina l’altruismo».

«Conoscevo Enrico da tanto tempo – ricorda Francesco Santini, di Camaiore a Sinistra – prima come calciatore poi come politico e artista. Ha sempre messo tanta passione nelle cose che faceva ed era dotato di molto talento. Era una persona generosa, umile e attenta al prossimo, soprattutto alle persone più deboli e sfortunate cui ha dedicato tanto tempo. Camaiore perde sicuramente una bella persona ed è, da oggi, più povera sotto il profilo umano, anche se il suo esempio e la sua opera ci accompagneranno sempre».

«Era come uno zio, un padre per noi – commenta Arianna Lombardi di Rifondazione Comunista – per me è stato un punto di riferimento politico e mi ha insegnato a trovare il motivo per “continuare”. Lui ha sempre fatto tantissimo per gli altri. Era una persona da ammirare, che ti fa venire voglia di fare sempre di più e non mollare per dedicarti, per quanto puoi, agli altri».

Il funerale si terrà oggi pomeriggio alle 16,30 nella chiesa di Badia a Camaiore; dopo la funzione religiosa la salma proseguirà per il Tempio crematorio di Pisa: la famiglia chiede non fiori ma opere di bene che verranno raccolte in chiesa e devolute per la disabilità. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web