Il Tirreno

Versilia

La storia

Il leccio di Fibbialla diventa il simbolo della resistenza al grande incendio

Matteo Rossi
Il leccio di Fibbialla diventa il simbolo della resistenza al grande incendio

Le fiamme, infatti, si sono fermate a pochi metri dall’imponente pianta, come se avessero trovato una barriera e non avessero avuto il permesso di attraversare oltre. Ora l'albero potrebbe essere dichiarato “Monumentale”

4 MINUTI DI LETTURA





CAMAIORE. La furia dell’incendio non è riuscita a distruggere il leccio secolare di Fibbialla, che con i suoi stimati 300 anni continua a sovrastare la collina e a proteggere gli abitanti della frazione come un valoroso soldato. Le fiamme, infatti, si sono fermate a pochi metri dall’imponente pianta, come se avessero trovato una barriera e non avessero avuto il permesso di attraversare oltre.

Dopo aver parcheggiato la macchina nei pressi della Chiesa, la strada inizia a stringersi notevolmente ed è meglio proseguire a piedi per affrontare la salita. Il paesino è adagiato su una piccola collina che guarda verso Lucca, e passeggiando al suo interno sono subito evidenti le caratteristiche dei piccoli borghi toscani: case costruite in pietra, passaggi stretti sotto le volte e fontanelle con acqua corrente. Sono ancora presenti i ruderi di quello che era il castello fondato dai canonici di San Martino a Lucca.

Dopo aver superato il primo nucleo di abitazioni, la strada attraversa alcuni oliveti o meglio quello che ne è rimasto. Infatti, il terreno è quasi del tutto devastato dalle fiamme ed è ancora presente nell’aria il forte odore di bruciato; cumuli di cenere e carboni hanno sostituito il verde della vegetazione, lasciando un paesaggio apocalittico.

Dopo poche centinaia di metri, la strada finisce in località Corte Corolla, una piccola corte con poche case, ed è qui che si trova il maestoso leccio. Sotto la chioma dell’albero è possibile trovare ristoro, l’odore di bruciato è sparito e l’unico rumore distinguibile è il forte cinguettio che proviene dai rami, come se tutti gli uccellini fossero scappati dal bosco in fiamme e avessero trovato rifugio sulle fronde dell’imponente albero. Il tronco ha un diametro enorme e infonde agli occhi dei passanti forza, stabilità e resistenza. In estate è considerato un punto di ritrovo per i residenti di Fibbialla per trovare un po’di refrigerio dalle alte temperature ed è un luogo d’incontro dove gli anziani raccontano storie fantastiche ai bambini prima di andare a dormire, un posto sicuro che neanche la furia dell’incendio è riuscita a scalfire. Le fiamme si sono fermate veramente a pochi metri, hanno devastato i giardini delle case vicine ma non hanno toccato in alcun modo l’albero.

Monumentale

Il leccio è stato segnalato dalla stazione dei Carabinieri forestali di Camaiore per ottenere il riconoscimento di albero monumentale da parte del Ministero dell’agricoltura e dei beni culturali. La legislazione vigente prevede che vengano riconosciute come alberi monumentali quelle piante che hanno determinate caratteristiche sulla base dell’età, delle dimensioni e dell’interesse paesaggistico. Infatti, sono alberi che hanno delle peculiarità che li rendono interessanti sia dal punto di vista ambientale che dal punto di vista storico-culturale.

Un albero monumentale, quindi, non è solo un albero di grandi dimensioni ma è soprattutto un elemento naturale del paesaggio, una testimonianza di un preciso momento della vita degli uomini, che attraverso le generazioni, lo hanno piantato, accudito e di cui ne hanno nel corso degli anni goduto dei suoi benefici. Tutti i cittadini, in presenza di piante ritenute interessanti e rispettanti i criteri di albero monumentale, sia in proprietà pubblica che privata, possono avviare l’iter per il riconoscimento, inviando agli Uffici competenti del Comune di residenza un’apposita scheda di segnalazione, scaricabile dal sito del Ministero.

Gli altri alberi “super”

In Versilia, solo un leccio presente all’interno della tenuta di Villa Borbone a Viareggio è stato riconosciuto come albero monumentale, mentre, sono molte le piante che sono state segnalate su tutto il territorio. Una delle più famose è l’olivo millenario dei 30 zoccoli, ubicato a Massarosa in zona Piano del Quercione, alcune meno conosciute sono una quercia sul monte Quiesa, un leccio alla chiesa di Migliano e un Pino nella frazione camaiorese di lucese. Tutte specie interessanti in attesa di riconoscimento, un attesa che può richiedere tempi lunghi vista la complessità dell’iter che deve superare più livelli: Comune, Regione per poi arrivare al Ministero. Una volta ottenuto il riconoscimento, gli eventuali interventi di cura e salvaguardia devono avere una specifica autorizzazione da parte del Comune.

Il leccio secolare di Fibbialla ha tutte le caratteristiche per poter essere dichiarato albero monumentale, oltre a quelle legate alle dimensioni, può essere considerato un simbolo nella lotta all’incendio che ha devastato ettari e ettari di terreno tra Massarosa e Camaiore.  

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web