Sicurezza
I trulli, D’Annunzio e Sgarbi. Ecco i concorrenti di Lucca, Viareggio e Pescaglia a città della cultura 2026
La corsa è appena iniziata, ma la pista è gia ben affollata. Ci sono già (almeno) una decina di città interessate a tagliare il traguardo
VIAREGGIO. La corsa è appena iniziata, ma la pista è gia ben affollata. Ci sono già (almeno) una decina di città interessate a tagliare il traguardo di capitale italiana della cultura per il 2026 e, quindi, a competere con Viareggio, Lucca e Pescaglia che hanno annunciato di voler presentare la propria candidatura nel nome di Giacomo Puccini.
La procedura È un percorso lungo, quello per arrivare al titolo che – al momento – vale un contributo di un milione di euro dal ministero della Cultura e un grande battage promozionale. Se verranno mantenuti i tempi delle ultime edizioni, a primavera del prossimo anno verrà pubblicato il bando per l’anno 2026. La candidatura si svolgerà in due step. Il primo prevede che i soggetti interessati preparino una manifestazione di interesse, di solito da far arrivare al ministero entro l’inizio dell’estate. Poi, in autunno, la consegna del vero e proprio dossier della candidatura. È in questo passaggio che Viareggio, Lucca e Pescaglia si giocheranno la possibilità di ambire davvero al titolo. Nel progetto, infatti, dovrà essere indicato il programma degli eventi previsti nel corso dell’anno, ma anche il dettaglio della sostenibilità economico-finanziaria: detto altrimenti, quali sono le fonti di finanziamento che possano consentire di realizzare quanto promesso.
Fondamentale sarà poi l’individuazione dell’organo incaricato della redazione del progetto e del suo referente. Su questo le tre amministrazioni si muoveranno nei prossimi mesi, per individuare e coinvolgere figure di alto livello tecnico e scientifico. Per fare un esempio, il principale curatore del progetto che ha consentito a Viareggio di arrivare alla “finalissima” fu l’ex Soprintendente Luigi Ficacci. I progetti verranno esaminati dalla commissione ministeriale che stilerà una “short list” di dieci città che dovranno esporre pubblicamente le proprie idee. Infine, probabilmente a marzo 2024, la proclamazione del vincitore.
Le pretendenti I candidati, nonostante manchino ancora dei mesi alla pubblicazione del bando, non mancano. Anche in Toscana. Poche settimane fa il presidente della Regione Eugenio Giani ha lanciato l’idea di San Miniato, subito raccolta dal sindaco Simone Giglioli. Ma, più a sud, si stanno muovendo anche i comuni della Valdichiana senese, che hanno “riprogrammato” la propria corsa dal 2025 (anno inizialmente previsto) proprio al 2026.
Ci sono poi città “pesanti”, cioè capoluoghi di provincia, che hanno fatto trapelare la propria intenzione di essere della partita. Come Pavia, che viene sostenuta da una lettera di 16 intellettuali che spingevano per il 2025, cinquecentesimo anniversario della battaglia tra regno di Francia e Sacro romano impero. Il sindaco Fabrizio Fracassi ha detto di appoggiare l’idea, ma di spostarla in là di un anno.
C’è poi Pescara, che si è ufficialmente candidata e che seguirà un progetto incentrato su Gabriele D’Annunzio: per questo è stato coinvolto anche Giordano Bruno Guerri, presidente del Vittoriale sul lago di Garda.
Scendendo a sud, è in campo anche Messina, che punta sull’arte con il progetto della “città di Antonello”, per valorizzare il grande pittore del Quattrocento. Restando in Sicilia, ma in provincia di Ragusa, si è fatta avanti Scicli. Anzi, la città nota per le architetture barocche, ha fatto di più: ha annunciato infatti che il suo principale “sponsor” sarà il critico d’arte Vittorio Sgarbi.
Si rientra sul continente per le candidature di Moliterno (Potenza), insieme ai comuni della Val d’Agri e di Alberobello (Bari), celebre in tutto il mondo per i trulli. Infine, il Piemonte, con una proposta che mette insieme Alba e Bra e che è nata dal potente Ordine dei cavalieri del tartufo e dei vini d’Alba.
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