Carnevale di Viareggio, cose dell’altro mondo per essere big: ecco i carrii di Seconda categoria
Da Elon Musk a un mostro che turba l’amore, poi malocchio e il lato oscuro. I costruttori viareggini interpretano e rileggono a loro modo l’attualità: due di loro saranno promossi tra i grandi
VIAREGGIO. Satira politica? No, grazie. Troppo instabile e indecifrabile il quadro italiano: da un giorno all’altro non solo cadono governi, ma vengono pure rotte alleanze – leggasi l’accordo tra Pd e Azione – che erano state annunciate in pompa magna. Meglio andare a investigare altri temi, insomma. Come tra i carri di prima categoria, anche in seconda i costruttori viareggini interpretano e rileggono a loro modo l’attualità senza tuttavia scomodare ministri, primi ministri e capi di Stato.
Semmai c’è da notare la prima apparizione per Elon Musk: l’imprenditore sudafricano – con cittadinanza canadese e naturalizzato statunitense – a capo di Tesla e SpaceX – è il soggetto principale del carro di Priscilla Borri che richiama il celebre film grottesco “Mars attacks! ” che Tim Burton diresse negli anni Novanta. Ma le citazioni non si fermano certo qui, tra i fidanzatini dell’illustratore francese Raymond Peynet, la saga di “Guerre stellari” che scatenerà sicuramente l’entusiasmo della nutrita fandom e l’Igor di “Frankenstein Junior” interpretato da Marty Feldman che i Lombardi hanno scelto come protagonista del loro carro sulla superstizione. Già, “i” Lombardi e non “il” Lombardi: il vincitore dell’edizione 2021, infatti, viene ufficialmente affiancato quest’anno dal figlio Lorenzo. Ancora una volta, l’arte e i saperi del Carnevale che si tramandano di generazione in generazione. E a noi non può che far piacere.
“Musk attacks! ”
Elon Musk è davvero l’eroe di cui abbiamo bisogno per migliorare il mondo e l’umanità? Oppure dobbiamo temere la sua corsa frenetica alla ricerca di nuovi business, in nome del progresso tecnologico? Forse, avverte Priscilla Borri, più che a un attacco marziano dobbiamo stare attenti al famoso imprenditore che, autoproclamatosi Imperatore di Marte, sta lavorando sulle neurotecnologie per collegare il cervello umano all’intelligenza artificiale. E se di intelligenza si parla, siamo proprio sicuri che questo funzionerà con i nostri politici?
“Goodbye blue sky”
Una panchina, due innamorati, il cielo, la felicità: un’atmosfera idilliaca, quella immaginata da Massimo e Alessandro Breschi, campioni in carica. Ma a turbare questo quadro, uscito dalla matita di Peynet, è un minaccioso mostro demoniaco. I due fidanzatini furono ideati dall’artista francese nel 1942 per riportare speranza e serenità durante la Seconda guerra mondiale. A distanza di 80 anni la situazione non è cambiata e l’inferno continua a nascondersi dietro la felicità. Ma, come diceva Virgilio: l’amore vince su tutto.
“Il lato oscuro”
Prendendo spunto dalla saga cinematografica di “Star Wars”, la costruzione di Marzia Etna e Matteo Lamanuzzi vuole rappresentare allegoricamente l’eterna lotta tra il lato oscuro e quello buono dell’umanità. Egoismo, malvagità e sete di potere costituiscono il lato oscuro che si cela in ognuno di noi; una realtà buona, soave e pacifica costituisce invece il lato buono. E dietro la figura dell’antagonista si celano tanti dittatori di ieri e di oggi che hanno messo in pericolo la pace del mondo.
“Occhio al malocchio”
In un mondo iperveloce e tecnologico come il nostro appare incredibile che ancora esistano usanze antiche come la superstizione. Frutto di ignoranza o fattore culturale? Carlo e Lorenzo Lombardi propongono di sconvolgere l’immaginario caotico che abbiamo sulla iettatura e di congedare con la leggerezza di una risata, un elemento profondamente turbante, ancora radicato nella cultura italiana; aprendo al tempo stesso una riflessione pirandelliana e più profonda sulla sfortuna e su quanto ciascuno di noi sia condannato a ricoprire un ruolo imposto dagli altri.
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