Italia
Forte dei Marmi, i segreti dei "principi" del pattino: «Ecco come abbiamo stravinto»
Palio dei Bagni, non erano tra i favoriti ma hanno sbaragliato gli avversari. Nicola Giannini «I primi 200 metri sono stati terribili ma... La coppa? È dedicata a Giorgio Panesi». Andrea Pianti «Che emozione Non sentivo neanche le urla della gente dal pontile»
Forte dei Marmi Sono gli eroi di giornata della 30ª, indimenticabile, edizione del Palio dei Bagni: si chiamano Nicola Giannini e Andrea Pianti e con il pattino del Bagno Margherita hanno dato la paga a tanti avversari illustri. Più di sei secondi a quelli più agguerriti; quelli, insomma, che avevano i favori del pronostico, e che alla fine hanno dovuto prendere atto che quest’anno il Palio aveva due padroni nuovi di zecca.
Il primo di questo dream team è senza dubbio Nicola Giannini, 38 anni, una compagna e un bimbo di sei anni, ed è un assistente bagnanti di grande esperienza e lunga militanza. Nicola, come ci si sente il giorno dopo, con il Palio in bacheca? «Ci si sente bene! Ti alzi con una bella sensazione, e il solo pensare di aver battuto tanti equipaggi fortissimi, ti dà la misura che hai raggiunto un grande obiettivo. Tanto più che è stato un palio difficile». Nicola non è nuovo al podio, tant’è che ha nel carnet anche due splendide vittorie al Palio dei Due Ponti del Cinquale, nel 2013 e nel 2014, la prima battendo in finale addirittura i Fratelli Bonaso, vere glorie dell’arte remiera apuo-versiliese. «Al Palio del Forte – dice – partecipo dal 2016, e come miglior piazzamento avevo fatto un quinto posto. Quest’anno però ho fatto il terzo al “Save a life” di luglio, in coppia con il nostro allenatore Giorgio Panesi, e lì ho avuto le prime buone sensazioni». Non eravano tra i favoriti, eppure non hanno avuto pietà degli avversari...«Beh, non avere gli occhi addosso – commenta – ci ha aiutato sicuramente: ad Andrea che era sul pattino con me, alla partenza ho detto serenamente: “Rilassati, come va, va. Facciamo come fosse un allenamento e ci confrontiamo con tutti gli altri».
Ed ecco che racconta la gara. «Eravamo stati svantaggiati dall’estrazione perché eravamo in terza corsia, così i primi 200 metri sono stati terribili, le punte dei remi toccavano quelle degli avversari più vicini. Quando poi siamo usciti da questa situazione, ci siamo messi a inseguire la pattuglia di testa che si era formata. In mente avevamo la nostra tattica, che poi in effetti ha pagato: conservare più energie possibili fino ai 400-500 metri, e poi tentare il tutto per tutto». A quel punto forse avrà pensato alla vittoria... «Vedendo a fianco Donnini, Bascherini, Pardini, cioè i più forti, ci ha elettrizzato anche perché essere lì, a pari con loro, non era affatto scontato. La vittoria? Abbiamo capito che era possibile solo quando abbiamo accelerato, e vedevamo che guadagnavamo quello spazio che gli altri perdevano».
Al loro fianco hanno avuto un veterano come Giorgio Panesi: «Ci ha trasmesso tanta voglia, si è impegnato a sistemarci al meglio il pattino e quasi ci credeva più lui che noi. E a lui vogliamo dedicare la vittoria. La nostra è stata una preparazione partita i primi di giugno, quando con Andrea abbiamo iniziato a remare insieme, nei ritagli liberi dal lavoro, e abbiamo impostato l’allenamento sul chilometro e mezzo, cercando di migliorare soprattutto gli ultimi fondamentali 500 metri».
Primo Palio e primo trofeo da mettere in casa: il secondo protagonista di questa gara è, invece, un giovanissimo Andrea Pianti, 18 anni, alla sua prima esperienza. «Non riesco ancora a descrivere tutte le sensazioni che ho vissuto martedì mattina – dice – Devo metabolizzare ancora le emozioni che ho provato, e raccordarle con il grande lavoro che ho messo in questa avventura, per la quale ci siamo impegnati davvero tanto. Non avendo mai partecipato a questa competizione, per me è stato tutto fenomenale, dal pubblico che era una novità, agli avversari agguerritissimi». «Dal punto di vista della gara però – continua – ero tranquillo e sapevo ciò che ci aspettava, per cui avevo la giusta tensione, quella di quando si fa sport. In effetti c’è stato qualche inconveniente alla partenza, ma poi ci siamo messi a remare in modo naturale». Ci si chiede quando abbia capito di stare per vincere il Palio del Trentennale... «Beh le speranze ci sono sempre state – risponde – ed è naturale per chi gareggia. Tuttavia l’immagine che ho in mente è quando abbiamo visto che finalmente le punte del pattino di Stefano Bascherini e Nicola Donnini si stavano avvicinando inesorabilmente alle nostre e noi eravamo pronti a spendere tutto fino a veder la gente che dal Pontile esultava e io dall’emozione non sentivo neanche le grida e le voci! » .l
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