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Viareggio, invasione di alghe rossastre sulla battigia: «Lasciatele lì, sono innocue»

Giovanna Mezzana
Viareggio, invasione di alghe rossastre sulla battigia: «Lasciatele lì, sono innocue»

Messaggio di Legambiente ai bagnanti preoccupati: «Attaccata a essa ci sono una miriade di organismi marini di piccolissime dimensioni che quasi non si scorgono a occhio nudo»

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Viareggio Cari bagnanti, forse non sono gradevoli alla vista ma fanno bene all’ecosistema, e – state tranquilli – non sono nocive per la vostra salute. Suona così il messaggio che Legambiente Versilia manda a chi – sulla battigia delle spiagge di Viareggio e della Versilia e in mare – si è imbattuto, in questi giorni, in ammassi di alghe dal colore tra il rosso e il marrone-bruciato. Dopo alcune segnalazioni ricevute da villeggianti e residenti preoccupati, il presidente di Legambiente Versilia Riccardo Cecchini spiega: «È un fenomeno del tutto naturale, il materiale spiaggiato proviene da fondali marini ed è costituito dalle alghe che li colonizzano».

Dove e come

Tali alghe marine sono comparse sulle spiagge di Viareggio e di Lido di Camaiore, un po’ a macchia di leopardo, come si suole dire, ma non si può escludere che possano trovarsi anche su altri tratti della costa versiliese: oggi sono qui e domani sono altrove – dicono gli esperti – per effetto della corrente marina.

Sotto la lente

Un biologo, Gilberto Baldaccini, ne ha osservata una al microscopio: «Non saprei dire come si chiami questa tipologia di alga marina – precisa – né da dove provenga: anzi, sarebbe interessante capire da dove arrivi. Non si tratta sicuramente di Poseidonia, tipica del litorale livornese e della Toscana del sud, ma di un’alga più debole (la Poseidonia è una pianta). Non è un fenomeno nuovo e con certezza possiamo dire che l’unico fastidio che procura è quello di attaccarsi al nostro corpo quando usciamo dall’acqua perché è filamentosa».

Effetto benefico

E c’è una seconda certezza: «Attaccata a essa – aggiunge Baldaccini – c’è una miriade di organismi marini di piccolissime dimensioni che quasi non si scorgono a occhio nudo». «Ogni frammento di questo materiale – ribadisce anche Cecchini – è un microhabitat per le molte forme viventi marine che vi albergano e quindi contribuisce a mantenere elevati i livelli di biodiversità, alimentando la catena alimentare marina. La parte depositata a terra fornisce materiale organico all’habitat costiero e protegge dall’erosione». Insomma, sarebbe un toccasana per le spiagge e il litorale. «La loro presenza, sebbene possa non piacere a chi non è abituato a frequentare litorali sabbiosi, non ha implicazioni sanitarie – assicura Legambiente – per cui non ostacola la balneazione».

C’è solo da attendere

Occorre solo un pizzico di pazienza per ciò che – da sola – farà la natura, dispensatrice di bellezza nella maggior parte dei casi: «Le alghe – assicura Cecchini – saranno trasportate altrove dalle correnti; non coprendo interamente le spiagge, poi, possono essere evitate: è sufficiente spostarsi un po’ rispetto a dove sono e si possono raggiungere tratti di mare dove l’acqua è limpida».

«Lasciatele lì»

C’è chi vorrebbe fossero eliminate, ma il consiglio di Legambiente corre in un’altra direzione: «La rimozione delle alghe – spiega Cecchini – rappresenterebbe un’operazione molto onerosa per le amministrazioni locali. Non solo: la sottrazione di esse dal litorale ne minerebbe l’integrità, la permanenza in loco è una risorsa». Quindi asportarle sarebbe non solo un costo ma una spesa finanche dannosa per l’ambiente. «Diverso è il discorso per i materiali di origine antropica, soprattutto plastiche: quando sono in mezzo o sopra agli accumuli di biomasse vegetali spiaggiate, sarebbe compito delle Amministrazioni comunali o del concessionario/gestore della spiaggia rimuoverli». Legambiente sta cercando di concordare una diversa gestione del materiale spiaggiato, anche quello proveniente dai corsi d’acqua – il cosiddetto lavarone, per esempio – con le associazione balneari nell’ottica di contenere gli effetti “estetico-turistici” del problema senza danneggiare il litorale.l

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