Toscana
Piomba con l'auto sulla pista ciclabile davanti al Seven: «Tragedia sfiorata, è stato un miracolo»
Marina di Pietrasanta, è avvenuto all’alba dopo un inseguimento a folle velocità: la polizia a caccia delle persone alla guida delle macchine
Marina di Pietrasanta Mancano una ventina di minuti alle 5 del mattino sul Lungomare di Marina di Pietrasanta, all’altezza del Seven, nella notte tra sabato e domenica. Serata a affollata di giovani e giovanissimi, con il personale della polizia di Forte impegnato nei controlli nei locali della Versilia, anche con l’ausilio dei cani antidroga. Lo sciame di ragazzi e ragazze è già quasi defluito, e sulla pista ciclabile ancora si pedala. È un attimo che però non sfugge agli occhi della vigilanza del locale: due auto in arrivo, in direzione Forte, lanciate a tutta velocità si stanno inseguendo. Davanti c’è una Golf nera, che viaggia sui 130 chilometri. Dietro corre un’Audi bianca che viaggia a razzo, decisa a raggiungere la macchina che sta inseguendo.
Chi sta sorvegliando il defluire dalla discoteca fa appena in tempo a gridare e a spostare ragazzi e ragazze. La Golf imbocca il ponte e vola – letteralmente – dall’altra parte, in un turbinio di scintille. Chi è alla guida non riesce a controllare il mezzo. L’auto taglia la pista ciclabile ancora ad alta velocità si va a schiantare nella recinzione perimetrale di uno stabilimento balneare.
Chi ha assistito alla scena, che solo per la sorte favorevole non ha dato vita a una tragedia, racconta al Tirreno: «La Golf ha attraversato la pista nell’unico pezzetto vuoto. Prima del quale e dopo il quale c’erano cento persone da una parte e altre cento dall’altra». L’Audi ha fatto perdere subito le proprie tracce, mentre chi era alla guida della Golf è scappato a piedi insieme a un altro dei tre passeggeri, lasciando sul posto il proprietario dell’auto e un altro uomo che era nella macchina. Tre le volanti arrivate: i poliziotti si sono messi alla caccia dell’altra auto e dei due scappati a piedi. «Questione di dieci minuti – prosegue – e quella macchina poteva fare una strage.
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