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Verso il voto
Elezioni, nel Pd di Viareggio parte il testa a testa tra Buratti e Del Dotto
Matteo Tuccini
Tensioni sulle candidature, e un derby al pepe, in casa Dem. Frizioni sui nomi al femminile da proporre ai vertici regionali e nazionali: ci si batte per un seggio
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VIAREGGIO. Bene che vada, al Partito democratico versiliese toccherà un seggio in Parlamento. Se lo giocheranno da qui al 25 settembre, in un derby al pepe, gli amici-rivali Umberto Buratti, deputato uscente ed ex sindaco di Forte, e Alessandro Del Dotto, ex sindaco di Camaiore.
Ufficialmente il Pd ha proposto cinque candidature ai vertici regionali e nazionali: oltre ai due già nominati, sono Anna Graziani (assessora a Camaiore), Federica Maineri (ex vicesindaco di Viareggio) e Agnese Marchetti (ex assessora a Massarosa). Dall’interno del Pd bisbigliano che, proprio sui nomi di donne da indicare per la parità di genere tra i candidati, ci sono state discrete tensioni nel direttivo versiliese di venerdì. Erano stati proposti altri nomi, come quelli di Chiara Sacchetti e Rachele Nardini; su Anna Graziani si è posto il problema che si trattava di un’altra figura camaiorese, di fatto rischiando di monopolizzare le candidature se affiancata a Del Dotto. Alla fine si è deciso per tre nomi al femminile – inizialmente avrebbero dovuto essere due, in aggiunta ai due uomini – con l’idea di piazzare come numero 3 nella griglia Federica Maineri. Scelta che ha riscontrato qualche opposizione tra chi preferiva altre valutazioni. La stessa Anna Graziani, vicina al segretario Pd Enrico Letta, potrebbe risalire delle posizioni.
Anche la contesa tra Buratti e Del Dotto è già piuttosto piccante. Per quanto espressione dello stesso partito nello stesso territorio, per quanto entrambi abbiano 10 anni di esperienza alla guida di un’amministrazione locale, si tratta di due figure diverse. Buratti è reduce da un mandato da deputato e da una candidatura, alle elezioni comunali di Forte, che non è andata bene. Del Dotto si fa forza degli ultimi successi elettorali a Camaiore e di un gradimento che è di tutte le segreterie comunali. Del Dotto lo ha messo nero su bianco: se deve giocarsi la partita, vuole farlo nel collegio uninominale della Camera dei deputati. Il che significa andare a raccogliere consensi in tutta la Versilia e nella provincia di Massa-Carrara, che sono unite nel collegio. Teoricamente potrebbe sfidare Riccardo Zucconi, deputato uscente di Fratelli d’Italia che ad oggi appare come uno dei favoriti nella prossima tornata elettorale. E comunque, anche senza Zucconi, Del Dotto dovrebbe battere il centrodestra sia in casa propria che in terra apuana. Senza contare che il Pd apuano vorrà schierare i suoi: in pole ci sono Martina Nardi e Gianni Lorenzetti.
Per Buratti si parla di un inserimento nella lista per il proporzionale, ma persone vicine a lui non confermano. «È ancora tutto da decidere», si spiega. Qui la sfida si gioca sulla posizione: più in alto sei, più hai possibilità di essere eletto. Naturalmente il presupposto è che il partito faccia un bel risultato.
Comunque vada, non è detto che sia un successo. Nelle province di Lucca e Massa Carrara il Pd potrebbe avere tre seggi, quattro al massimo, in Parlamento. Uno è considerato blindato per il senatore Andrea Marcucci. Difficile, per non dire improbabile, che alla Versilia spetti più di un seggio, tenuto conto che ci sono le aspettative dei candidati dem della provincia di Massa. Ed è possibile che non ne tocchi nemmeno uno, in caso di batosta elettorale.
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