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Legambiente boccia la Versilia sulle concessioni: «Fuorilegge per le spiagge libere»
Nel report presentato dall’associazione la percentuale è altissima: «Pietrasanta e Camaiore sono al 98%, Forte al 93% e Viareggio oltre il 71%»
VIAREGGIO. Spiagge libere, Versilia fuorilegge. A denunciarlo l’ultimo report di Legambiente presentato ieri. Secondo l’associazione, infatti, la Toscana è tra le cinque regioni in Italia che non garantisce per legge una quota minima di spiaggia libera o libera attrezzata e ha alcuni tra i Comuni italiani con la maggiore occupazione di spiagge in concessione. Tra questi c’è praticamente tutta la Versilia: Pietrasanta con il 98% degli spazi occupati, Camaiore 98,4%, Forte dei Marmi 93, 7%, Viareggio 71, 5%.
«La Toscana – spiega Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana e membro della Segreteria nazionale di Legambiente – ha esattamente 600 chilometri di coste, tra terraferma e isole. 305 km da Marina di Carrara a Capalbio. Per 270 km si sviluppano invece le spiagge accessibili. Di questi, il 52, 7% è in concessione a stabilimenti balneari, a campeggi e/o a complessi turistici. Solo il 3% della costa sabbiosa in ultimo non risulta fruibile. Si comprende bene come questo enorme patrimonio ambientale debba essere tutelato e promosso affinché erosione costiera, speculazioni e sovrasfruttamento non lo depauperino in modo irreversibile. La Toscana ha un mare bello e vivibile e questo rapporto ci invita a preservarlo con costanza e con cura».
Dai dati Ispra relativi agli ultimi 50 anni i metri quadrati di spiaggia erosa in Toscana ammontano a circa quattro milioni, che rappresenta un bene economico diretto del valore capitale complessivo di circa 6 miliardi di euro. Attualmente Il piano complessivo della Regione per la lotta all’erosione costiera prevede 95 milioni di euro di investimenti, per i quali è stato richiesto un finanziamento al Governo nell’ambito dei progetti bandiera del Pnrr.
Ma la Toscana nel report è citata anche per le sue iniziative green: è di recente definizione la creazione della destinazione turistica Costa Toscana Sostenibile, un unico territorio che coinvolge i dodici ambiti costieri regionali in un progetto che prevede il raggiungimento di buone performance ambientali da parte dei diversi operatori turistici che lavorano sul litorale.
A fare il punto della situazione e dei cambiamenti in corso lungo le aree costiere è il nuovo rapporto di Legambiente “Spiagge 2022”, diffuso oggi a pochi giorni dall’approvazione del Ddl concorrenza che pone finalmente fine alla proroga infinita alle concessioni balneari fissando l’obbligo di messa a gara dal primo gennaio 2024, così come deciso dalla sentenza del Consiglio di Stato. Rimangono alcuni nodi, ben raccontati nel report, da risolvere subito come quello della «scarsa trasparenza sulle concessioni balneari, i canoni per buona parte ancora irrisori, la non completezza dei dati sulle aree demaniali e soprattutto l’assenza di un regolare e affidabile censimento delle concessioni balneari ed in generale di quelle sul Demanio marittimo».
Quest’ultimo punto emerge chiaramente dal rapporto: il dato sui canoni di concessioni è fermo al 2021. Parliamo di 12. 166 concessioni per stabilimenti balneari, secondo i dati del monitoraggio del Sistema informativo demanio marittimo , effettuato a maggio 2021.
Seppur l’approvazione del Ddl concorrenza – che tanto ha fatto arrabbiare i balneari della Versilia, abbia portato – secondo Legamebiente – un’importante novità, per l’associazione a sono ancora molti gli ostacoli da superare lancia cinque proposte per la prossima legislatura: garantire il diritto alla libera e gratuita fruizione delle spiagge, premiare la qualità dell’offerta nelle spiagge in concessione, ristabilire la legalità e fermare il cemento sulle spiagge, definire una strategia nazionale contro erosione e inquinamento e un’altra per l’adattamento dei litorali al cambiamento climatico. l
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