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L'indagine

L’orologio di Leclerc rubato a Viareggio spunta in Spagna: ecco i retroscena dell'inchiesta


	Charles Leclerc, pilota della Ferrari, immortalato da un tifoso durante la visita a Viareggio che gli è costata un orologio Richard Mille
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Charles Leclerc, pilota della Ferrari, immortalato da un tifoso durante la visita a Viareggio che gli è costata un orologio Richard Mille

Sarebbero stati in tre, arrivati da Napoli, a portarglielo via secondo la polizia campana. Ad acquistarlo un imprenditore a prezzo "stracciato" rispetto al valore di 2 milioni

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VIAREGGIO. L’orologio, e che orologio, rubato a Charles Leclerc in Darsena nel giorno di Pasquetta, si troverebbe in Spagna. Acquistato da un imprenditore iberico a 200mila euro: praticamente un prezzo di saldo, rispetto a un valore originario che è stimato intorno ai 2 milioni di euro.

La notizia è filtrata dalla questura di Napoli ed è stata pubblicata dal quotidiano campano Il Mattino. Queste informazioni, secondo il quotidiano, sarebbero state recuperate dagli investigatori della polizia campana, che sarebbero risaliti agli autori del colpo: tre persone, arrivate da Napoli per fare scippi di orologi. I classici "trasfertisti", che però in questo caso avrebbero fatto il colpo della vita. Senza avere, però, la possibilità di goderselo appieno: l’orologio, come si dice nel gergo della malavita, scottava troppo.

Il furto è avvenuto il lunedì di Pasquetta. Leclerc era a Viareggio, dove vive il suo allenatore personale Andrea Ferrari. Una giornata di relax in città, prima di reimmergersi nella lotta per il Mondiale di Formula 1: l’immagine del campione a bordo della sua Ferrari nera aveva mandato in visibilio i tifosi viareggini, che in Darsena lo avevano intercettato per selfie e autografi. Chiedendogli la cosa più scontata: riportare il Mondiale a Maranello.Una volta arrivato in via Salvatori, per preparare il ritorno proprio a Maranello, Leclerc viene avvicinato da due uomini in scooter. Che gli chiedono di fare un selfie. Leclerc si ferma e gli viene sfilato l’orologio dal polso: un costosissimo Richard Mille, che già di per sé vale 300-400mila euro. Ma, nel caso del pezzo unico che la casa produttrice ha concepito per il pilota - che ne è testimonial - si può parlare tranquillamente di un valore molto superiore. Vicino ai 2 milioni di euro. I testimoni riferiscono che il pilota avrebbe sgommato e inseguito i ladri, senza però riuscire a riprenderli.

Da subito si è capito che un pezzo del genere avrebbe messo nei guai gli stessi ladri. Infatti, secondo quanto filtra dalla questura di Napoli, i tre che avevano messo a segno il colpo non sono riusciti a piazzarlo al ricettatore - evidentemente di fiducia per questo tipo di oggetti di lusso - di stanza a Napoli. Tenuto nascosto per un po’ nel capoluogo campano, l’orologio sarebbe poi finito in Spagna, acquistato da un imprenditore per 200mila euro. Si tratta, tuttavia, di ipotesi investigative: i tre non sono stati arrestati e l’orologio non è stato recuperato. No comment dai carabinieri di Viareggio che stanno investigando sul furto.

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