Il Tirreno

Versilia

Giovani e sballo

Pietrasanta, ora la malamovida diventa un caso. L'appello del sindaco: «Ragazzi, basta eccessi»

Luca Basile
Pietrasanta, ora la malamovida diventa un caso. L'appello del sindaco: «Ragazzi, basta eccessi»

Incontro tra Giovannetti e il titolare del Café Turandot dove mercoledì notte si è registrato un brutto episodio nei confronti di una ragazzina

3 MINUTI DI LETTURA





Pietrasanta Nel mirino, dopo le notti all’insegna dell’eccesso e della movida fuori controllo, ci finisce il Café Turandot, gettonato punto di ritrovo di giovani e giovanissimi, ma il caos in terra di Fiumetto sembra coinvolgere, in realtà, anche altri spazi e luoghi di una frazione notoriamente sobria al limite della noia e dei silenzi prolungati.

Non è però andata così nelle ultime settimane fra rumori, musica ad alto volume fino a tarda notte, litigi, strade invase da centinaia di persone per la conseguente proteste delle attività di zona, in primis alberghi. «I nostri clienti scappano: come dare loro torto? Servono controlli», il mantra degli hotel. Da qui la convocazione in municipio, da parte del sindaco Alberto Giovannetti, di Nicola Pardini, titolare del Turandot. «Ringrazio questo giovane imprenditore – le parole del sindaco – per avere compreso la necessità di intervenire e per lo sforzo che farà. Per quanto ci riguarda, porremo all’attenzione delle forze dell’ordine in servizio notturno la situazione che si viene a creare nella zona, chiedendo un passaggio più frequente».

Cafè Turandot che fino ad oggi, per la serata del mercoledì – che è poi quella finita sotto accusa – si era avvalso di tre addetti alla sicurezza: «Ne prenderò in servizio altri quattro – assicura Pardini – in modo da avere ancora più occhi vigili. Il numero di persone che ci troviamo davanti è diventato impressionante e, spesso, non si tratta neppure di clienti». Pardini che però puntualizza. «Grazie al lavoro che, con fatica, siamo comunque riusciti a fare, finora nel locale e nelle sue pertinenze non si sono mai verificati incidenti».

Sullo sfondo resta, però, il problema degli schiamazzi e di persone che migrano nella sede stradale. «Mi rivolgo ai clienti dei locali e degli gli spazi pubblici – è l’appello di Giovannetti – comportamenti imprudenti, maleducati e strafottenti non sono un vanto e non rendono migliore una serata. Ci si può divertire lo stesso senza dimenticare il buon senso e il rispetto, per il lavoro e i luoghi che appartengono all’intera comunità». Nel frattempo le testimonianze a margine di mercoledì descrivono una situazione sfuggita al buon senso. «Ho chiesto ad alcuni ragazzini se potevano spostarsi perché dovevo uscire con l’auto dal parcheggio: per tutta risposta mi hanno cominciato a insultare, a schizzarmi l’acqua di una bottiglietta addosso, a irridermi in modo volgare perché cammino appoggiandomi ad un bastone – racconta un nostro lettore -. Ero con mia moglie che si è impressionata perché non gode di buona salute: anche se alla fine non è successo niente sono rimasto colpito dalla maleducazione di questi che erano poco più che quindicenni, con due giovanissime, su di giri, che ripetevano a mia moglie di chiudersi in casa e di smetterla di frignare. Ci siamo sentiti umiliati». Nei prossimi giorni, anche se al momento si tratta di voci e non c’è alcuna conferma, gli strascichi della notte folle di Fiumetto potrebbero tradursi in denunce visto che si parla di un’aggressione e di un furto subito da una minorenne vicino al parcheggio di uno stabilimento balneare. l


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore