Il Tirreno

Versilia

L’estinzione del debito non fu segnalata: addio mutuo e casa


	Un’aula di tribunale (foto d’archivio)
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Un’aula di tribunale (foto d’archivio)

Un viareggino ora ottiene giustizia dal tribunale

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VIAREGGIO. Il debito era estinto, ma a causa dell’illegittima segnalazione in Centrale rischi della Banca d’Italia un viareggino si è visto negare il mutuo per completare l’acquisto di un appartamento dopo esserselo aggiudicato a un’asta giudiziaria insieme alla sua compagna.
Al malcapitato non è rimasto che rivolgersi all’avvocato Federico Pedonese, che da alcuni anni, in collaborazione con la Confconsumatori Federazione provinciale di Lucca, si occupa principalmente di contenzioso bancario.
Pedonese ha ottenuto dal tribunale di Treviso la condanna della società cessionaria del credito, con sede legale a Conegliano, alle spese di giudizio (duemila euro). La vicenda, come detto, nasce a seguito dell’aggiudicazione di un immobile del valore di 96mila euro a un’asta giudiziaria: a seguito dalla richiesta di un mutuo al proprio istituto di credito insieme alla propria compagna, l’uomo si è sentito rispondere picche alla richiesta del mutuo, per la presenza di una segnalazione di persistenza dell’inadempimento di un rapporto obbligatorio in corso presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia.
A seguito della visura in Centrale Rischi effettuata, il viareggino ha potuto appurare che l’originaria posizione derivante da un contratto di finanziamento erogato da una società di prestiti, era stata oggetto di varie cessioni fino a giungere all’ultima cessionaria del credito. Così si è rivolto allo studio dell’avvocato Pedonese per cercare di ottenere un provvedimento d’urgenza, chiedendo la rettifica e cancellazione della posizione in Centrale Rischi che ne limitava l’accesso al credito.
Per ottenere tale provvedimento, ricorda il legale, è necessario provare sia il cosiddetto fumus boni iuris, ovvero la presumibile fondatezza del diritto, sia il periculum in mora, cioè in questo caso l’impossibilità di accedere al credito in ragione di un’illegittima segnalazione.
Dopo che il primo giudice non aveva rintracciato la sussistenza del periculum in mora, il reclamo al Collegio del tribunale è stato accolto ed il medesimo Istituto è stato condannato alla rettifica dei dati presenti in Centrale Rischi già a partire dal dicembre 2019. Il tribunale trevigiano ha potuto verificare sia la sussistenza delfumus boni iuris, non avendo la società presunta cessionaria fornito la prova di esser titolare del credito, sia del periculum in mora derivante dalla mancata concessione del mutuo per l’acquisto dell’immobile.
«A questo punto – afferma l’avvocato , – insieme al mio assistito, valuteremo se del caso, di agire ulteriormente in giudizio per ottenere il risarcimento del danno patrimoniale, ovvero la mancata concessione di un mutuo con perdita dell’immobile acquisito all’asta, ed extrapatrimoniale, come danno all’immagine per esser stato illegittimamente segnalato in Centrale Rischi, per oltre tre anni».
 

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