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Versilia

L'intervista

Pietrasanta, la mamma della bimba persa sul bus: «Mia figlia fatta salire sul pulmino sbagliato»

Luca Basile
Pietrasanta, la mamma della bimba persa sul bus: «Mia figlia fatta salire sul pulmino sbagliato»

La donna accusa i veritci del centro estivo: «Tornata a casa aveva paura Ha detto che non voleva più salire sul bus. Adesso sta meglio»

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PIETRASANTA La paura, «sono stati momenti di panico, mi creda», è passata. La rabbia invece no. A distanza di qualche giorno dall’episodio, i genitori della bambina finita sul pulmino sbagliato che l’ha portata fino a Strettoia mentre il babbo l’aspettava alla fermata prevista in tutt’altra zona di Pietrasanta, puntano l’indice contro la ricostruzione, dell’accaduto, fatta dalle cooperative. Quelle stesse cooperative che hanno in gestione il servizio dei centri estivi. «Ci aspettavamo delle scuse pubbliche e non appunto ricostruzioni che non rispondono al vero. È successo un fatto molto grave: nostra figlia è stata messa sul pulmino sbagliato e per 15-20 minuti, lunghissimi, nessuno sapeva dove fosse. Ma ce ne rendiamo conto?».

Facciamo un passo indietro: lunedì scorso, alla fermata vicino casa, ad aspettare la piccola c’era suo marito. Quando non l’ha vista qual è stato il primo pensiero?

«Ha chiesto all’autista dove fosse senza ottenere risposta. Si è preoccupato e abbiamo così cominciato a chiamare la coordinatrice dei centri estivi, ma il telefono squillava a vuoto. Lo ribadisco: sono stati momenti di autentico panico».

Cosa non la convince della ricostruzione delle cooperative Cassiopea e B&B Service?

«Dicono che la bambina, una volta finito l’appello prima di salire sul pulmino, ha cambiato di sua iniziativa la fila per seguire la cuginetta finendo, di conseguenza, sull’altro mezzo. Non è vero visto che ne ho avuto conferma da chi era sul posto: l’hanno messa loro sul pulmino sbagliato. E allora mi chiedo: l’appello dei bambini presenti è stato fatto o non è stato fatto? Ma c’è altro».

A cosa si riferisce?

«L’autista e la sorvegliante non hanno ritrovato nostra figlia a dormire in fondo al pulmino, una volta arrivati a Strettoia: lei era sveglia e stava ancora con la cuginetta, ma quando ha visto che la cuginetta stava scendeva dal mezzo si è messa a piangere, si è attaccata al suo braccio, ha capito di essere nel posto sbagliato. Parliamo di una bambina. E solo in quel momento chi era sul pulmino si è reso conto del problema».

Cosa le ha detto sua figlia?

«Una volta riaccompagnata a casa ha pianto, era spaventata: ci ha detto che non voleva più salire sul pulmino, che aveva paura. Ora sta bene. Ma io mi chiedo: perché non ci hanno chiamato una volta che l’hanno ritrovata – siamo stati informati da mia cognata – e perché non l’hanno riaccompagnata? E ancora: perché, senza alcuna autorizzazione dei genitori, è stata affidata ad una zia presente a Strettoia? Serve una delega. E non sono neppure d’accordo quando il referente di una delle due cooperative dice che la bambina non ha rischiato niente».

Pensa che abbia corso dei rischi?

«Certo. Magari si addormentava e nessuno si sarebbe accorto della sua presenza sui sedili in fondo. E una volta parcheggiato il mezzo cosa ne sarebbe stato della bambina?».

Cosa vuole dire a Comune e cooperative?

«Non faremo denunce, nostra figlia sta bene. Ma certi episodi non devono accadere. Con i bambini occorre la massima attenzione. Quella che non c’è stata in questa situazione». l
 

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