Il Tirreno

Versilia

Lo sfregio e la solidarietà

Viareggio, deturpati i murales in ricordo delle vittime della strage del 2009. Gli artisti: “Li ripuliamo noi”

Giovanna Mezzana

	Uno degli sfregi alle opere d'arte che omaggiano le vittime della strage di Viareggio (Foto Giacomo Mozzi)
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Uno degli sfregi alle opere d'arte che omaggiano le vittime della strage di Viareggio (Foto Giacomo Mozzi)

I vandali hanno colpito in via Ponchielli: lì dove 13 anni fa si consumò la tragedia che ha segnato la città

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VIAREGGIO. “Binario 10”. Si chiama così il progetto con cui si è artisticamente impreziosito il muro che ora protegge via Ponchielli: con l’installazione su di esso di opere di artisti che – proprio in quel luogo di dolore – hanno “fermato” con estro e con il loro sguardo non qualunque la grande tragedia del disastro ferroviario. Ebbene alcuni di quei murales sono stati imbrattati. Forse c’è più di una mano e forse almeno alcune di quelle brutture sono lì già da tempo; ma a pochi giorni sia dal tredicesimo anniversario della Strage del 29 giugno 2009 che dalla sentenza del processo di appello bis il gesto non può passare inosservato: descrive quanto accaduto Cinzia Donati, giornalista e blogger nel suo blog no-fake (cinziadonati.it) .

I quadri sgarrupati

Partiamo dall’opera “Tiro alla fune” firmata da Elisa Tamburrini che con l’associazione culturale Tambuca – di cui è fondatrice con Alessandra Pagliuca – ha lanciato il concorso “Pescatori di porte” per decorare i portoni dei magazzini dei pescatori della Marineria viareggina. Nel suo “quadro”, di grande impatto, qualcuno ha aggiunto un nuovo soggetto che spunta tra due delle figure previste dall’artista: con tratto stilizzato e con il solo dettaglio più “lavorato” delle dita dei piedi; non si è fermato qui l’imbrattatore: voleva “contribuire” ulteriormente a metetrci del suo ma l’ispirazione gli è venuta meno; ha abbozzato qualcosa qua e là per poi scarabocchiarla. Sull’opera di Oblo, griffe di uno degli street artist che hanno partecipato a Binario 10, è comparsa una scritta realizzata con spray nero: «Questa scritta – spiega Cinzia Donati nel suo blog – era già visibile nell’ottobre scorso, poi Elisa Tamburrini era riuscita a ripulirla e ultimamente l’imbrattatore l’ha voluta ripetere», identica a quella precedente. Poi c’è il murale di Maupal, altro nome della street art, dal titolo Perdono, che ha ispirato qualcuno tanto da indurlo a scrivere – all’interno del quadro – una dedica per un o una misterioso/a “Sp”: «Il perdono scioglie ogni conflitto – si legge – e vorrei riuscire a perdonarti...»; sentito da Cinzia Donati, Maupal risponde comprensivo e accogliente come solo un artista può essere: «La mia opera non la considero imbrattata – dice – Ha creato uno stimolo poetico».

E adesso?

Intervistati dalla blogger, Elisa Tamburrini e Bruno Ialuna, direttore artistico del progetto Binario 10, rivelano che si occuperanno loro – gli artisti – di ripulire le brutture. «Da artista che tiene alla sua opera – ha detto Elisa Tamburrini – mi adopererò per andare a spese mie a ripulire appena posso». «E c’è una novità: il progetto Binario 10 ripartirà, da qui. È una bella notizia che giunge dopo settimane molto dure e dolorose per i familiari delle 32 vittime della strage ferroviaria di Viareggio.

Si riparte

Promosso dal Soroptimist International Club Viareggio-Versilia, Binario 10 esordisce nel 2019, a dieci anni dalla tragedia: dieci street artist disegnato murales per dare al muro di via Ponchielli un’immagine tutta nuova. Cinque sono state complessivamente le edizioni con le quali il lavoro artistico è andato avanti. Nella prima edizione i dieci street artist che hanno animato Binario 10 sono stati: Marco Fine, Carlo Galli, Blub, Exit Enter, Ache77, Miles, Oblo, Libertà, A m’l rum da me, Aleandro Roncarà. Nella seconda edizione il protagonista è stato Maupal. Nella terza edizione due artisti: Elisa Tamburrini e Cibo. Nella quarta edizione Alice Pasquini. Nella quinta edizione Silvia Cirri e Michele Cinquini. La blogger Cinzia Donati ha seguito, passo dopo passo, tutta l’evoluzione del progetto di Soroptimist e chi volesse documentarsi su di esso – in vista anche della ripartenza, a settembre e con nuovi artisti, stando a quanto si apprende – può dare un’occhiata all’altro suo blog lastanzadelletorture.com.  

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