Sicurezza
Seravezza, il MemoFest è servito: i reporter di guerra con Vergassola e Beppe Servillo - Il programma
A Palazzo Mediceo 16 e 17 luglio un weekend con sei appuntamenti (ai quali quest’anno si aggiunge anche Memoextra con altre tre iniziative) che si terranno nel giardino antistante la villa Patrimonio Unesco
SERAVEZZA. L’attualità, con ospiti due giornalisti inviati di guerra, Francesca Mannocchi e Fabio Tonacci, lo spettacolo con Dario Vergassola, e memoria e relazioni umane con lo psicologo Fabio Celi. Sono i personaggi di punta dell’ottava edizione di MemoFest, il festival dedicato alla memoria che si svolgerà a Palazzo Mediceo sabato 16 e domenica 17 luglio.
Un weekend con sei appuntamenti (ai quali quest’anno si aggiunge anche Memoextra con altre tre iniziative) che si terranno nel giardino antistante la villa Patrimonio Unesco. Oltre ai nomi già citati, saranno ospiti Peppe Servillo con un monologo di teatro e musica “Il resto della settimana”, e Mammadimerda, due influencer che parleranno della maternità e della gestione della famiglia e del lavoro visto con gli occhi delle mamme.
Gli incontri
Sabato 16 luglio alle 18. 15 l’incontro sul tema “La guerra degli altri? ” con il giornalista versiliese Fabio Tonacci, inviato di Repubblica, che accompagnerà i partecipanti al Festival nella comprensione del complesso scenario della guerra in Ucraina. Alle 19. 30 sarà la volta di Francesca Mannocchi, volto noto de La7, che parlerà di “Bianco è il colore del danno”, un viaggio in un’esperienza di vita in cui si incontra la malattia (quella con cui lei deve convivere e che ha raccontato nel suo libro).
La prima giornata di Memofest si concluderà con lo spettacolo, alle ore 21.30, di Peppe Servillo, un esilarante viaggio verso una insperata vittoria del Napoli. Domenica 17 luglio aprirà, alle 18, il professor Fabio Celi con “Se mi lasci ti cancello”, riflessioni di uno psicologo sull’inutile illusione di cancellare i ricordi, ad esempio di relazioni sentimentali o amichevoli finite male. Seguirà alle 19.30 il duo Sarah Malnerich e Francesca Fiore, conosciute dal pubblico per essere le fondatrici del dissacrante blog sulla maternità Mammadimerda.
Chiuderà Memofest, alle 21.30, Dario Vergassola con “Storie vere di un mondo immaginario”, un reading del suo ultimo libro ambientato alle Cinque Terre.
Le reazioni
La direttrice artistica. «L’ottava edizione di Memofest sarà all’insegna del cambiamento. Dopo due anni di restrizioni e distanziamenti – spiega Alessandra Evangelisti – quest’anno ci presentiamo al pubblico con una veste grafica nuova, un nuovo utilizzo degli spazi di Palazzo Mediceo e nuove tematiche da affrontare. Siamo molto felici del programma e degli ospiti. Oltre ai numerosi temi che spazieranno dall’attualità della guerra in Ucraina alle riflessioni di psicologia, dal teatro impegnato ai racconti ironici, ci sarà anche spazio per le presentazioni di libri. La memoria sarà raccontata anche con eventi extra in cui il pubblico sarà protagonista. Non vediamo l’ora di cominciare e di tornare a emozionarci insieme al nostro pubblico».
La storia
La manifestazione ha ormai conquistato un posto di rilievo fra le iniziative della Versilia. Nato come un evento di nicchia, ora è seguito anche da persone che arrivano da fuori provincia. Quest’anno non sarà necessaria la prenotazione, come richiesto nei due anni precedenti. «Un evento di grande rilievo – commenta il sindaco Lorenzo Alessandrini – che presenta, nei due intensi giorni di Festival, tematiche che ci spingono a riflessioni sulla nostra identità, quotidianità, emozioni, sentimenti, accompagnati da personaggi di grande spessore, capaci di appassionare lo spettatore. Memofest è senz’altro un appuntamento capace di portare un valido contributo alle domande che ci poniamo ogni giorno, tanto più in un momento complesso come quello che stiamo attraversando».
«La manifestazione si pone come un fiore all’occhiello dell’estate seravezzina – sottolinea Davide Monaco, direttore della Fondazione Terre Medicee -, un evento capace di richiamare un folto pubblico, promuovendo così l’intrattenimento di qualità, in un contesto decisamente ospitale e suggestivo come Palazzo Mediceo, patrimonio Unesco».
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