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Versilia, spiagge preda di ladri e vandali: «Aumentiamo la sorveglianza»

Le immagini di alcuni episodi di furti e atti vandalici avvenuti nelle ultime settimane negli stabilimenti balneari della Passeggiata

Risse e furti: i bagni si attrezzano. «Ma servono più controlli»


23 giugno 2022 Matteo Tuccini


VIAREGGIO. L’ultima vittima, in ordine di tempo, è il bagno Giuseppina-Giusy beach, che si trova verso la fine della Passeggiata. «Ci hanno devastato tutto – si lamenta Giovanni Lombardi, gestore dello stabilimento – Hanno spaccato i vetri, le saracinesche e i motori che le azionano, più le macchinette. Per portare via un fondo cassa da 50 euro, ci hanno fatto un danno da migliaia di euro».

Decine di episodi

È dall’inizio della stagione che le spiagge della Passeggiata sono prese di mira da ladri e vandali, denunciano i titolari degli stabilimenti. Una serie continua di furti, che hanno colpito anche il presidente dei balneari viareggini Luca Lippi. E poi vandalismi continui, con ombrelloni e sdraio bruciati o tirati all’aria, e pattini scaraventati via o gettati in mare. Per non parlare delle risse e delle minacce a chi ha qualcosa in contrario. Decine di episodi, che avvengono di notte «ma anche di giorno – spiega Lippi – E si comincia ad averne abbastanza». Tanto che i balneari si stanno attrezzando sempre più con allarmi, videosorveglianza e ora hanno chiesto anche un preventivo per un servizio di vigilanza privata.

Il Fight club al Molo

C’è stato un vero e proprio cambio di passo, quasi un salto di qualità, nelle bande che frequentano la zona. «La sicurezza è andata in calando, con un peggioramento registrato negli ultimi anni – spiega Lippi – Quello che notiamo di diverso è che anche il giorno è diventato complicato. Abbiamo centinaia di ragazzi e ragazzini che frequentano le nostre spiagge: c’è una minoranza, parecchio rumorosa, che vuole fare il bello e il cattivo tempo. Bevono alcol, che trovano ovunque grazie anche ai venditori abusivi sulle spiagge. E si picchiano, organizzando risse sulla spiaggia libera accanto al Molo. È quasi un Fight club, in cui ognuno si fa sotto per menare le mani». Per chi non lo sapesse, “Fight club” è un film di culto degli anni Novanta dove i protagonisti (Brad Pitt e Edward Norton) trovano soddisfazione nel picchiarsi a sangue con altri balordi. Così, nella terra di nessuno accanto al Molo, si alimenta la microdelinquenza. «È una specie di base – spiega Oreste Giannessi, titolare del bagno Nettuno – dove si muovono alcuni spacciatori di droga, che si servono anche di ragazzi del posto. Persino minorenni. Da lì partono per fare furti in tutta la Passeggiata. E poi, inebetiti dall’alcol e dagli stupefacenti, creano il caos in spiaggia». L’altro giorno il Nettuno si è risvegliato con tavolini sfondati e bruciati, sdraio e lettini lanciati ovunque. «E non si contano le borse e le biciclette portate via – continua Giannessi – Abbiamo sollecitato più volte l’intervento delle forze dell’ordine, della Capitaneria di porto e della polizia municipale. Io non lo dico da balneare, lo dico da genitore e da viareggino: è una situazione che va risolta. E non possiamo risolverla noi». Lippi aggiunge: «Se di giorno ci vediamo arrivare ragazzi ubriachi che svengono (è l’episodio avvenuto domenica scorsa e raccontato dal Tirreno, ndr) o minacciano la clientela e i bagnini, noi non possiamo certo reagire».

Sicurezza fai da te

I balneari si sono già presi le loro contromisure. «Abbiamo installato gli allarmi collegati con le forze dell’ordine – dice il presidente Lippi – Inoltre abbiamo chiesto un preventivo a un servizio di vigilanza privata, anche se è parecchio costoso. Staremo a vedere se il gioco vale la candela». A Marina di Pietrasanta il presidente dei balneari locali, Francesco Verona, ha più volte intimato ai colleghi di frugarsi per pagare le guardie giurate. «Io sono disposta a pagare di tasca mia pur di avere maggiore sicurezza – dice Giannessi – È chiaro che ci sono bagni più esposti a queste scorribande e altri meno, ma ritengo che aumentare la sorveglianza sia a beneficio di tutti». Anche le telecamere sono ormai mezzo comune per proteggersi dai malintenzionati. Ma non sempre li scoraggiano: gli ultimi furti avvenuti riguardano bagni che avevano appunto un impianto di videosorveglianza ben funzionante.

Sos alle forze dell’ordine

Le misure di sicurezza private non sono ritenute sufficienti: secondo l’Associazione balneari, l’amministrazione comunale, la prefettura e le forze dell’ordine devono prendere di petto la questione e organizzarsi di conseguenza. «Abbiamo un incontro previsto il 6 luglio – dice Lippi – proprio con i rappresentanti istituzionali. Non si può demandare a bagnini e anche a guardie giurate di affrontare queste bande, più pericolose di quanto si pensi. Io non ho alcuna intenzione di farlo e non voglio che i miei dipendenti si prendano questi rischi». A detta dei balneari, «la volontà da parte delle forze dell’ordine di darci una mano c’è – prosegue il presidente dell’Associazione – Ci risulta che anche la Capitaneria abbia già fatto interventi in tal senso. Per quanto gli organici di polizia, carabinieri e municipale non siano mai troppo abbondanti, le zone critiche sul lungomare non sono molte. E basta un passaggio in più per monitorarle». A detta di Giannessi, «è necessario che i rappresentanti istituzionali si muovano subito, per rendersi conto della situazione. Il turismo viareggino deve mostrarsi per quello che è: un turismo di qualità e sicuro».


 

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