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cronaca

Pubblica le foto della ex su un sito porno per vendetta: versiliese condannato

L’uomo li aveva riversati online dicendo ad amici e parenti: «Sarà famosa». Il tribunale di Lucca lo ha condannato a cinque anni di carcere anche per stalking


23 giugno 2022 Donatella Francesconi


Viareggio Aveva riversato foto e video intimi in un sito porno. E dopo aver rubato il telefono alla ex fidanzata, aveva tempestato amici e parenti della donna di messaggi che segnalavano lo stesso sito e invitavano a visitarlo. Annunciando con disprezzo che “lei sarebbe diventata famosissima sul web”.

Per lui, versiliese ultracinquantenne, – ieri condannato a 5 anni di carcere dal tribunale di Lucca – era così scattata la denuncia per “revenge porn” (vendetta pornografica). A quel reato si erano aggiunti gli altri commessi in un crescendo di terrore che, dal giugno al novembre 2020, avevano causato alla vittima «un perdurante e grave stato di ansia”, tale da “ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria e dei prossimi congiunti». Come si legge nell’ordinanza con la quale il gip del Tribunale di Lucca, Antonia Aracri, aveva disposto per l’uomo gli arresti domiciliari dopo che lo stesso – la scorsa estate – si era presentato sul luogo di lavoro della ex in violazione del divieto di avvicinamento e di contatti di qualsiasi tipo.

Condizione, quella dei domiciliari, che persiste oggi che è arrivata la condanna in primo grado da parte del giudice monocratico dello stesso Tribunale, Felicia Barbieri: cinque anni di carcere (il pm aveva chiesto tre e quattro mesi) e interdizione perpetua dai pubblici uffici. «Una sentenza esemplare», è il commento a caldo dell’avvocato Gianmarco Romanini che ha assistito la donna insieme alla collega Marina Dini: «Sicuramente – continua Romanini – non c’è condanna che lenisca quello che si è passato in casi del genere. Ma questa decisione è sicuramente di buon auspicio perché fatti analoghi non accadano mai più ai danni di altre donne. Quello che ha vissuto la nostra assistita è stato un vero e proprio supplizio. E voglio mettere in evidenza come il fatto che si sia arrivati a questa sentenza sia dovuto anche alla prontezza delle istituzioni, carabinieri e Procura, con il pm Sara Polino, che hanno agito prontamente stroncando in breve tempo i comportamenti dell’uomo». Carabinieri che in Versilia hanno lavorato a lungo sul fronte delle violenze contro le donne grazie all’esperienza maturata del maresciallo Michele Minuz, oggi fresco di pensionamento.

Oltre al reato di “revenge porn” l’uomo era accusato anche di stalking, lesioni aggravate, furto aggravato, violazione di domicilio. Atti commessi in un clima, così scriveva il gip, che si era man mano definito come denso di «atti persecutori aggravati dall’essere commessi ai danni di persona già legata da relazione affettiva e diffusione illecita di immagini e video a contenuto sessualmente esplicito».

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