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Il lago di Massaciuccoli è ormai a un passo dall’allarme rosso: ecco i rischi

Il livello è sceso a 19 centimetri sotto quello del mare. Il Consorzio di bonifica: «A meno 30 stop all’uso irriguo»


23 giugno 2022 Antonio Scuglia


TORRE DEL LAGO. Preoccupa la situazione del Lago di Massaciuccoli, che ha fatto registrare un livello delle acque di meno 19 centimetri sotto il livello del mare. Gli idrometri di Torre del Lago non rilevavano un dato simile dal 2017 quando nello stesso giorno si toccò quota meno 22.

Se la situazione non dovesse migliorare, il livello potrebbe avvicinarsi pericolosamente alla soglia di allarme – fissata a meno 30 centimetri – facendo così scattare il divieto di approvvigionamento delle acque per l’uso irriguo. Una misura di salvaguardia che l’Autorità di bacino distrettuale metterebbe in atto automaticamente per evitare danni ambientali legati sia alla carenza d’acqua sia al probabile ingresso di acqua salata dal mare. Un blocco, quello degli emungimenti (cioè l’estrazione di acqua da falde sotterranee) uso irriguo, che avrebbe pesantissime ripercussioni sulle attività agricole della zona.

«Il Consorzio 1 Toscana Nord – dichiara il presidente Ismaele Ridolfi – sta monitorando costantemente la situazione con l’obiettivo di ridurre il più possibile i disagi per gli utenti. Ma dobbiamo essere consapevoli che abbiamo davanti settimane difficili in cui occorrerà avere ancora più attenzione nell’uso delle risorse idriche: il rischio di andare incontro a una forte carenza d’acqua è dietro l’angolo, qui come nel resto del Paese».

Il bacino di Massaciuccoli, oltre al suo valore ambientale, rappresenta una fondamentale riserva idrica per il comparto agricolo della zona. Sono oltre cinquecento gli ettari di colture che vengono irrigati con l’acqua del lago grazie a un sistema di cateratte, gestite dal Consorzio 1 Toscana Nord, che oltre a Massaciuccoli raggiungono le aree di Massarosa e Vecchiano.

Quest’anno l’assenza di piogge, unita alle alte temperature, ha anticipato una situazione che nella normalità si verifica tra la fine di luglio e gli inizi di agosto. Nel 2017 il lago superò la soglia critica a partire dall’8 luglio, raggiungendo e mantenendo il picco dei meno 56 centimetri sotto il livello del mare tra il 25 agosto e il 10 settembre, giorno in cui si verificò un forte nubifragio che ne rialzò sensibilmente i livelli.

«Anno dopo anno – continua il presidente del Consorzio – vediamo con sempre maggiore chiarezza gli effetti dei cambiamenti climatici sui nostri territori e dobbiamo fare i conti con eventi estremi sempre più frequenti, dalle ondate di piena alle forti siccità. Per questo nel 2019 abbiamo adottato, primi in Italia, la dichiarazione di emergenza climatica. Da allora ogni nostra attività è volta a eliminare a monte le cause dei cambiamenti climatici. Un lavoro impegnativo ma necessario».

Fanno anche un po’ impressione le immagini del fiume Versilia in secca ma, spiegano i tecnici dell’Autorità di bacino, non ci sono anomalie particolari. Le zone attualmente in secca sono quelle che lo sono normalmente in questo periodo. Al massimo, è questo il responso, si registra un leggero anticipo, ma nulla di significativo. Bisogna sempre considerare che il Versilia ha un carattere torrentizio.

Al di là delle situazioni particolari, la criticità è sotto gli occhi di tutti e i Comuni si stanno organizzando per gestire l’emergenza: come riferiamo nella pagina accanto, era già scattata a Camaiore e Massarosa, e ieri all’elenco si è aggiunta la municipalità di Pietrasanta, la razionalizzazione del consumo di acqua potabile. Chi non rispetta l’ordinanza rischia sanzioni da 100 fino a 500 euro.
 

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