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Viareggio, ricambi con pezzi di auto e moto rubate: 5 indagati, ci sono anche un carrozziere e due meccanici

Ricettazione e autoriciclaggio i reati ipotizzati a loro carico. I dettagli dell'operazione dei carabinieri


21 giugno 2022 Gabriele Buffoni


VIAREGGIO. Auto e moto rubate utilizzate come fonte di approvvigionamento per pezzi di ricambio che venivano poi montati su altri veicoli o, in alternativa, venduti singolarmente (sia in maniera diretta che attraverso internet). È questa l’ipotesi degli inquirenti, sulla base del lavoro svolto dai carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Viareggio che hanno portato a conclusione lo scorso febbraio un’articolata attività di indagine iniziata nell’agosto 2021. Cinque le persone finite nel mirino di un’inchiesta particolarmente complessa nella sua composizione.

La posizione più delicata è ad oggi quella di un 58enne camaiorese e titolare di un’autocarrozzeria di Camaiore: secondo l’ipotesi al vaglio degli inquirenti avrebbe trasportato e acquistato auto e moto in realtà rubate. Resta da stabilire se il carrozziere fosse o meno a conoscenza della provenienza illecita dei mezzi: secondo quanto ipotizzato dalla procura in base alle indagini dei carabinieri, il carrozziere avrebbe smontato le auto e le moto in questione e avrebbe poi utilizzato le parti meccaniche e di carrozzeria ricavate nella sua attività, rivendendole o reimpiegandole per la riparazione di altri veicoli destinati alla vendita.

Tra i vari casi analizzati nell’inchiesta, ci sarebbe anche l’asportazione di una parte meccanica da un veicolo sottoposto a sequestro amministrativo affidato al 58enne in qualità di custode giudiziario. Insieme poi a due meccanici (un 44enne di origini campane e un 57enne viareggino) avrebbe affittato un capannone nell’area industriale di Viareggio dove - questo è sempre quanto ipotizzato dagli inquirenti - i tre avrebbero smontato e immagazzinato (in una sorta di area di stoccaggio, in attesa della vendita o del riutilizzo) le componenti dei vari mezzi finiti al centro dell’indagine. Per questo risulta indagato per le ipotesi di reato di autoriciclaggio e ricettazione in concorso con i due meccanici.

Tutto è partito nell’agosto dell’anno scorso in seguito ad un banale controllo dei carabinieri al capannone nella periferia di Viareggio: ad allertare la pattuglia sono stati alcuni movimenti di auto e moto nei pressi della struttura ritenuti sospetti.

In seguito a un blitz all’interno del capannone - che dopo alcuni accertamenti preliminari era risultato nella diretta e immediata disponibilità del carrozziere e di uno dei due meccanici indagati - i militari hanno rinvenuto numerose auto, moto e parti smontate di vari mezzi riconducibili a furti commessi tra Viareggio, Camaiore e Roma.

Il capannone è stato quindi posto sotto sequestro e sono state analizzate anche le immagini delle telecamere della zona per trovare ulteriori riscontri sul viavai di auto e moto.

Dopo una lunga e quanto mai difficile attività di indagine (se per alcuni dei veicoli in questione era ancora presente la targa, per molti altri gli uomini dell’Arma hanno dovuto eseguire ricerche complesse partendo dai numeri di serie delle singole componenti meccaniche e di carrozzeria) i carabinieri hanno alla fine catalogato ventisette beni di provenienza illecita di cui nove tra auto e moto e diciotto parti già smontate.

Il lavoro dei militari si è concluso nel febbraio 2022 e ha visto il coinvolgimento nella vicenda anche di altri due individui, un 34enne di Napoli e un 38enne di Roma: sarebbero stati loro, secondo gli inquirenti, ad aver provveduto a reperire i veicoli di provenienza illecita. Per questo i due risultano indagati per l’ipotesi di reato di ricettazione.

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