La protesta
«A Lucca il mio voto andrà a Pardini». È bufera sul sindaco di Viareggio Del Ghingaro
Il Pd: «Il primo cittadino darà la sua preferenza a una coalizione con forze neofasciste». Dopo la dichiarazione di sostegno al candidato di centrodestra arrivano critiche anche da Spazio Progressista
Viareggio Ha suscitato grande clamore la “dichiarazione di voto” del sindaco Giorgio Del Ghingaro per le elezioni amministrative di Lucca. In un’intervista al Tirreno, il primo cittadino di Viareggio ha dichiarato che domenica – al turno di ballottaggio per l’elezione del sindaco del capoluogo di provincia – voterà, da “semplice” cittadino, per Mario Pardini, il candidato di centrodestra che corre contro Francesco Raspini, candidato del Pd. Del Ghingaro ha anche motivato la scelta: secondo lui, Pardini è l’unico nome in grado di garantire quel cambiamento che Del Ghingaro stesso si augura per Lucca. Immediata è stata la reazione del Partito democratico viareggino che – dopo la rottura della primavera – in consiglio comunale siede all’opposizione.
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Qui i Dem
«È grave – esordisce in una nota il segretario dell’Unione comunale del Pd di Viareggio Filippo Ciucci – che il sindaco di Viareggio dia il suo appoggio a una coalizione in cui c’è la presenza di minoranze neofasciste, è incoerente con il suo dichiararsi persona che condivide i valori del centrosinistra». Il riferimento di Ciucci è al fatto che con il candidato di centrodestra Pardini si sono apparentate tre liste che hanno sostenuto al primo turno Fabio Barsanti, che nel 2017 era stato candidato sindaco per CasaPound. A questo proposito il Partito democratico rammenta che «Viareggio e la Versilia si connotano anche per una storia antifascista, che chiede rispetto nelle scelte e nelle azioni politiche da parte di chi ha il compito di amministrare». Sempre sulla questione della coerenza c’è un altro punto su cui il Pd insiste. «L’incoerenza di Del Ghinagro trova un ulteriore elemento di conferma nel fatto che alcune settimane fa il Pd di Viareggio – descrive Ciucci – è stato criticato dal sindaco per aver votato astensione assieme alla Lega su un atto proposto dall’amministrazione. Ecco adesso, però, schierarsi e dichiarare il proprio voto per e con un candidato sindaco sostenuto dalla Lega e da CasaPound gli appare più che corretto». Poi la stoccata: «La dichiarazione di voto di Del Ghingaro pare definire una volta per tutte la sua collocazione (che era già emersa con le elezioni provinciali allorché si era schierato con un gruppo che aveva al suo interno forze di centro e di destra) e aiuta a spiegare perché il Pd di Viareggio sia uscito dalla maggioranza, ovvero motivi politici, lasciando a altri le poltrone che rimanevano e l’incoerenza di sedervisi sopra (il riferimento è all’ex consigliera Pd Sara Grilli che ha accettato l’incarico di assessora, ndr). Il sindaco di Viareggio – conclude Ciucci – sceglie la destra, il Pd no, sceglie di rimanere ancorato ai valori antifascisti e di uguaglianza che sono la piattaforma programmatica su cui si basa la sua azione politica sia a Viareggio che a Lucca».
Qui Spazio Progressista
«Non sono sorpreso dalla virata a destra di Del Ghingaro», commenta il presidente di Spazio Progressista Tiziano Nicoletti. «Fin dalla sua discesa in campo – aggiunge Nicoletti – ho sostenuto che Del Ghingaro fosse un uomo di destra. E lo dico ancora senza esprimere giudizi di disvalore. Lo sono le sue politiche, le sue priorità. Adesso è tutto chiaro. Del Ghingaro sta, anche, con CasaPound. Noi, invece, stiamo con i Partigiani e la Resistenza. E sulla base di quei valori le forze progressiste della città dovrebbero tornare a collaborare. È arrivato il momento di scegliere da che parte stare».
Qui Articolo 1
«Del Ghingaro getta la maschera e fa la sua scelta di campo con la destra e contro i progressisti – interviene Marco Corsetti, segretario di federazione Articolo Uno Versilia – Non c’è da stupirsi, visto e considerata la politica portata avanti su ambiente, infrastrutture, beni comuni, sviluppo e attività produttive, volta principalmente a favorire gli interessi di poche realtà economiche a scapito della collettività, per non parlare della mediocrità della gestione turistica e culturale, principalmente in chiave consumistica e nella logica delle “singole occasioni”». Poi Corsetti gira un interrogativo «ai consiglieri di maggioranza che si sono sempre definiti di sinistra, ambientalisti, progressisti e antifascisti: «Ecco c’è da chiedersi quanto ancora queste persone possano convivere in pace con loro stesse nel continuare a sostenere un sindaco che si sente più in sintonia con l’accozzaglia delle destre con fascisti e no vax che con il centrosinistra».
La domanda
La stessa sollecitazione giunge da Alessandro Cerrai. «Va tutto bene così, mi domando – si domanda Cerrai – per coloro che all’interno dell’Amministrazione comunale di Viareggio si professano antifascisti e democratici? Leggo che il deputato Elio Vito di Forza Italia si è dimesso per protesta, dopo essere venuto a conoscenza dell’apparentamento a Lucca, con l’estrema destra. Ritengo che non servano a niente timidi distinguo, rispetto alla scelta del sindaco, da parte di assessori, consiglieri comunali ed esponenti della maggioranza che governa la città. Un sincero democratico, un antifascista, non può stare con un amministratore che sceglie di schierarsi al fianco dei neofascisti. Ne dovrebbero trarre subito le conseguenze». l
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