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il lutto

Viareggio in lutto, muore a 56 anni Carlo Pacini: aveva la musica nel sangue

Roy Lepore
Carlo Pacini durante un’esibizione con la sua chitarra
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Carlo Pacini durante un’esibizione con la sua chitarra

Cantante e chitarrista, con la sua band aveva suonato in tutta la Versilia. Il ricordo dell'amico: «Chiunque lo conoscesse lo considerava una rockstar»

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VIAREGGIO. Una malattia scoperta appena due mesi fa si è portata via Carlo Pacini, musicista di 56 anni, molto conosciuto in Versilia. Non l'hanno salvato un intervento chirurgico all'ospedale di Livorno né le cure a cui si era sottoposto, prima al Versilia e poi alla casa di Cura San Camillo, dove è deceduto. Pacini era originario di La Spezia ma era viareggino, perché qui viveva da quando era piccolo. Prima di ammalarsi abitava a Torre del Lago.

Aveva lavorato come verniciatore in alcuni cantieri della Darsena e ultimamente era verniciatore edilizio, ma la musica era il vero unico e grande amore. Aveva iniziato a suonare la batteria, ma poi era diventato un bravissimo chitarrista. Insieme ad alcuni amici aveva costituito il gruppo Carlo Pacini & The Vicious Club con cui ha suonato in diversi locali anche fuori dalla Versilia.

Carlo era l'autore di parole e musica dei brani della band raccolti in un cd che si intitola “Eaten”, come ricorda Claudio “King” Rosetti, uno dei suoi amici più stretti e componente della band. «Era un cantante chitarrista di chiara ispirazione rock and roll e blues – ricorda l’amico – la band oltre a eseguire le proprie composizioni suonava musica di Lou Reed (il suo idolo), Iggy Pop,Creedence e altri. Carlo era capace di scrivere sia rock energici come “Beautiful West” che ballate strazianti come “Sometthing From the street”. Ero innamorato di un suo pezzo dell'86 che si chiama “Walls” che tratta di muri che possono essere abbattuti e del fatto che tutto dipende da noi stessi».

I componenti della band, con Carlo Pacini che cantava e suonava la chitarra, erano Claudio “King” Rosetti alla chitarra solista, Andrea “Kako” Bianchi al basso, Rodolfo “Rod” Giardina alla batteria. «Chiunque lo conoscesse lo considerava una rockstar» dice Rosetti.

La vita di Carlo Pacini è stata davvero sfortunata. Aveva perso il padre quando aveva 12 anni, poi la mamma e un fratello, quindi una compagna. Un altro suo amico era Walter Fabbri, anche lui chitarrista. «Abbiamo abitato accanto al quartiere Marco Polo, dopo le medie abbiamo frequentato insieme l'Istituto alberghiero a Marina di Massa. Avevamo in comune la passione della musica». Quando andava al Sakay di Lido se aveva la chitarra improvvisava mini concerti. «La Versilia perde un artista».


 

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