Il Tirreno

Versilia

Svastiche disegnate nella scuola media di Seravezza: «I responsabili sono tra gli studenti»

Tiziano Baldi Galleni
Svastiche disegnate nella scuola media di Seravezza: «I responsabili sono tra gli studenti»

I carabinieri escludono che sia entrato qualcuno dall’esterno. L'assesora: «Quello che è successo deve essere chiarito e approfondito.Servono educazione e formazione alla storia perché non si ripeta più»

2 MINUTI DI LETTURA





SERAVEZZA. Per i carabinieri una cosa è quasi certa: a imbrattare con una bomboletta spray il bagno e un’aula della scuola media seravezzina con sei svastiche sono stati uno o più studenti della Enrico Pea di Marzocchino. È invece improbabile che sia entrata qualcuno dall’esterno. Ecco perché le forze dell’ordine procederanno ascoltando ancora qualche persona, la prossima settimana, poi scatteranno una o più denunce. Che quindi saranno a danno di minorenni. Intanto anche l’assessora alla pubblica istruzione di Seravezza, Valentina Mozzoni, è intervenuta spiegando che quanto accaduto «non può e non deve passare come un accadimento irrilevante ma deve essere approfondito perché simili gesti non si abbiano a ripetere».

Venerdì tutti gli alunni della secondaria di primo grado erano o in palestra o all’esterno, perché era in corso la festa di fine anno. Quando sono state scoperte delle svastiche disegnate nel bagno della palestra e una in un’aula, oltre ad altri disegni di cattivo gusto. Secondo i testimoni c’era ancora odore di spray. Così il dirigente scolastico Maurizio Tartarini ha interrotto tutte le attività e ha richiamato i ragazzi in classe, facendo poi intervenire i carabinieri di Querceta. «È assolutamente necessario porre attenzione a questi atteggiamenti – aggiunge l’assessore Mozzoni – che peraltro si sarebbero qualche volta manifestati anche in bambini più piccoli, con segnalazioni informali giunte dalle primarie. Ovviamente per i più piccoli non si può parlare certamente di consapevolezza ma ciò non toglie che anche l’emulazione vada scoraggiata attraverso una corretta educazione e formazione alla storia».

L’assessora intende approfondire la tematica con il dirigente scolastico e con gli insegnati, in modo da promuovere percorsi che facciano conoscere la storia nella tragica e folle declinazione che ha avuto con l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema. Anche lo stesso Tartarini ha spiegato che dietro questo gesto «non c’era niente di ideologico, ma solo la voglia di danneggiare tutto e ridere, di fare un’azione goliardica e che gli sembrava essere ganza per attrarre l’attenzione degli altri», e ha proposto, accordandosi con le famiglie, «i primi giorni del prossimo anno scolastico di portarli a Sant’Anna di Stazzema per fargli vedere cos’è stata la svastica». Tartarini ha anche sottolineato la difficoltà di interessare i ragazzi a certe tematiche, quando i loro punti di riferimento e muse ispiratrici sono sui social come TikTok.

Oltre alle svastiche disegnare alcuni lettori de Il Tirreno hanno segnalato le condizioni in cui gli studenti hanno lasciato l’uliveto buio davanti alla scuola media, pieno di rifiuti come cartacce e plastica, abbandonati mentre finivano di festeggiare facendosi i gavettoni e salutandosi dopo la fine delle scuola.

[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.41503853:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2022/06/11/news/sei-svastiche-nel-bagno-della-scuola-a-saravezza-fanno-i-ganzi-li-porto-a-stazzema-1.41503853]]


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini