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Versilia, stavolta i bagnini salvano la stagione: 150 giovani al lavoro nei bagni: «Così più sicurezza»
Quasi tutti giovanissimi: molti sono minorenni, dai 16 anni in su, anche se la maggior parte si attesta intorno ai 20 anni. Nuove leve che danno speranza e hanno permesso agli stabilimenti balneari di respirare
VIAREGGIO. Prima ancora di salvare i bagnanti, hanno salvato la stagione. È la carica dei cento nuovi bagnini. Anzi, in realtà sono molti di più. Sono all’incirca 150 infatti i neo-brevettati che hanno ottenuto il “patentino” per il salvamento in spiaggia nelle ultime settimane, a cui va ne aggiunta un’altra settantina che si sono limitati al brevetto per il monitoraggio dei bagnanti in piscina. Quasi tutti giovanissimi: molti sono minorenni, dai 16 anni in su, anche se la maggior parte si attesta intorno ai 20 anni. Nuove leve che danno speranza e hanno permesso agli stabilimenti balneari di respirare in un momento di apnea.
Fino ad un mese fa infatti lo scenario lasciava sgomenti i gestori dei bagni lungo tutta la riviera versiliese. Al punto da lanciare un Sos collettivo, anche in vista delle nuove direttive della capitaneria di porto che ha ridotto l’area massima di copertura di ciascun bagnino da 80 a 70 metri: in pratica, dal 15 giugno in poi (questa la data in cui scatterà l’obbligo della vigilanza in mare oltre il fine settimana) ne serviranno di più per controllare il litorale. «La svolta c’è stata nelle ultime settimane – racconta Luca Lippi, presidente dei balneari di Viareggio – e ormai abbiamo praticamente risolto ovunque il problema. Lo scorso week-end siamo riusciti a sopperire con una sorta di solidarietà collettiva, in cui chi aveva più bagnini già attivi sopperiva alla mancanza di altri stabilimenti. Ma in questi giorni – spiega – ci porteremo tutti a pieno regime e anche chi è rimasto più indietro formalizzerà le ultime pratiche: dal prossimo fine settimana contiamo di essere già pronti in vista della stagione vera e propria».
Il problema però non è stato risolto solo con i giovani. «Non si può affidare la spiaggia a chi ancora deve farsi un’esperienza – spiega Marco Daddio, presidente dei balneari di Lido – per questo li abbiamo affiancati a bagnini più esperti che hanno accettato di riprendere servizio o di mantenere un monte di ore di lavoro importante nel corso della stagione». Si tratta di personale di 45-50 anni con un bagaglio di esperienza di molte stagioni alle spalle.
«Questo importante apporto di nuovi bagnini ci ha permesso di risollevarci in un momento critico – spiega Daddio – negli ultimi due anni è stato sempre più difficile trovare personale, anche a causa del Covid. Ora la speranza è che questa sia una stagione di “passaggio”, dove fidelizzare i rapporti con i nuovi bagnini. In modo tale che, dal 2023, si possa affrontare un vero ricambio generazionale». Salvo dunque il mito del bagnino. Ma lasciarsi ingannare dalla tradizionale canotta rossa sarebbe un errore. «I bagnini di oggi non sono più quelli degli anni’70 e’80 – spiega Andrea Farnesi, responsabile della Federazione Italiana Nuoto (tra le tante associazioni che rilasciano il brevetto da bagnino) – la maggiore richiesta era dovuta al fatto che per sostenere i ritmi di lavoro coperti allora da una sola persona ora ne servono due. Da un lato perché c’è una maggiore regolarizzazione dei contratti, in cui si garantiscono turni precisi e un giorno di riposo, e poi perché ci sono esigenze, da parte soprattutto dei giovani, di studio e di svago diverse da allora». l
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