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Lido di Camaiore, in tre rischiano di annegare inghiottiti nella buca: «Così siamo riusciti a portarli a riva»
Dopo il soccorso a Forte, stavolta l’allarme è scattato sulla spiaggia libera. Uno degli adulti in pronto soccorso, padre e figlio se la sono cavata con uno spavento
Lido di Camaiore Altre tre vite salvate grazie all’intervento tempestivo dei bagnini versiliesi. Dopo quanto avvenuto martedì pomeriggio sulla spiaggia del bagno Angelo di Ponente a Forte dei Marmi – dove a trascinare fuori dall’acqua e a rianimare un 17enne di Modena è stato il 22enne addetto alla sorveglianza – ieri un altro episodio simile è avvenuto a Lido di Camaiore. A salvare tre turisti russi (ma residenti in Germania) tra cui un bambino di meno di dieci anni sono stati Matteo Paolini, Stefano Federigi e Antonino Croci, rispettivamente bagnini degli stabilimenti Moby Dick, Conchiglia e Sole.
Il tratto di mare è quello davanti alla spiaggia libera, accanto al bagno Eugenia. È da poco passato mezzogiorno e sul litorale non si vedono molte “canotte rosse”: l’obbligo di sorveglianza scatta infatti soltanto nei fine settimana e sarà così fino al 15 giugno, data ufficiale di avvio della stagione balneare. Nonostante tutto però c’è chi non aspetta il diktat della capitaneria di porto di Viareggio per presentarsi sulla battigia e assicurare un occhio vigile sui bagnanti. E questo basta a fare tutta la differenza del caso.
«Gran parte del nostro lavoro di sorveglianza – spiega Antonino Croci – è quello di riconoscere buche e secche e di monitorarle, per avere subito un’idea dei punti più pericolosi. Per questo quando abbiamo visto che quei tre si stavano indirizzando verso la buca ci siamo subito allertati».
In mare in quel momento, proprio al limitare della buca dove la corrente rischia di essere così forte da non lasciar margine ai bagnanti per contrastarla, stavano facendo il bagno un bambino piccolo e due uomini (il padre e un conoscente). Vedendoli avvicinarsi pericolosamente al punto di maggior rischio, il primo a scattare per metterli in guardia è stato Matteo Paolini.
«Ho tentato di avvertirli utilizzando il fischietto – spiega il bagnino del Moby Dick – ma sebbene i due adulti si siano fermati ho visto che il bambino ormai era finito nella buca. In men che non si dica con capito che la corrente lo stava trascinando via e che non aveva le energie per nuotare fuori».
Così, agendo d’istinto, Matteo ha raccolto il “baywatch” (il salvagente rigido munito di corda e a forma di tavoletta) e si è lanciato in acqua per soccorrere il bambino. «Era piccolo e stava iniziando a bere – racconta – quando l’ho raggiunto ho cercato di tenerlo a galla. Ma il mare era mosso e mi sono messo a mia volta a chiamare aiuto».
Così, dalla battigia, Croci e Federigi mettono in acqua il pattino e lo raggiungono. Ma nel frattempo anche i due adulti, credendo di aiutare, sono caduti nella trappola delle correnti di un mare particolarmente agitato. Finendo con il trasformarsi in altre due vite da salvare. L’operazione, alla fine, si è conclusa con un successo: padre e bambino non hanno avuto ripercussioni mentre l’altro uomo, di 45 anni, è stato condotto al pronto soccorso del Versilia con sintomi da annegamento ma ha firmato le proprie dimissioni una volta che le sue condizioni sono migliorate. «Purtroppo l’obbligo di salvamento sarà attivo solo dal 15 giugno – commenta Croci – e il rischio che accada il peggio in queste settimane è altissimo. Bisognerebbe anticiparlo al primo giugno, così da intercettare anche i turisti che già in questo periodo popolano la nostra riviera: è inutile essere tutti presenti il sabato e la domenica e lasciare sguarnita la spiaggia per il resto della settimana. Siamo in molti a pensarla in questo modo – spiega il bagnino del bagno Sole – ho alle spalle più di trent’anni di esperienza e mi è capitato anche di non riuscire da solo a salvare delle vite: esserci significa garantire una maggiore sicurezza». l
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