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Camaiore, la mulattiera rallenta i soccorsi dell'ambulanza: l’anziano malato rischia di morire

Gabriele Buffoni
Camaiore, la mulattiera rallenta i soccorsi dell'ambulanza: l’anziano malato rischia di morire

La strada principale è franata mesi fa ma in attesa dei lavori di ripristino il Comune ha predisposto una viabilità alternativa. Alla fine l'uomo salvato dalla prontezza della moglie

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Camaiore Il cuore che batte troppo forte, il dolore lancinante al petto, la chiamata al 118. E poi l’attesa, infinita, per l’arrivo dei soccorsi. Decine di minuti segnati dal terrore in cui Oriano Del Dotto, 78 anni e residente in via del Boscaccio a Camaiore, venerdì 3 giugno, poco dopo mezzogiorno ha rischiato di morire. Tutto perché la strada da fine dicembre è crollata: al posto della carreggiata si è aperta una voragine che la rende inagibile al passaggio di qualsiasi mezzo a motore.

In attesa dei lavori di ripristino il comune di Camaiore ha predisposto una viabilità alternativa: una mulattiera lunga circa un chilometro e mezzo che transita in mezzo alla boscaglia. La strada però, per quanto praticabile da un’utilitaria, non è adatta a mezzi di dimensioni maggiori.

Così l’ambulanza chiamata in soccorso dell’anziano, 78enne, per compiere quel breve tratto di strada per il quale in situazioni normali si impiegherebbero soli pochi minuti, ha impiegato quasi mezz’ora. Cercando di superare i tratti più dissestati e dovendo calibrare le manovre nelle curve particolarmente accidentate del percorso. A salvare la vita ad Oriano Del Dotto alla fine è stata la moglie, Fulvia Gallai, che senza farsi prendere dal panico ma agendo con prontezza ha somministrato al marito i farmaci necessari a tenere sotto controllo il cuore. Almeno fino all’arrivo del personale sanitario.

«Ora è ricoverato al Versilia – racconta la donna – ma se non avessi avuto le pasticche sotto mano mio marito sarebbe certamente morto. Viene da dire che, per fortuna, in passato aveva già avuto episodi simili e quindi eravamo muniti dei giusti farmaci: la dottoressa del 118, quando sono arrivati, era a dir poco stravolta per quello che avevano dovuto superare a bordo dell’ambulanza. Tra l’altro ho dovuto, nonostante mio marito stesse male, spiegare al telefono la strada da prendere al personale del pronto soccorso perché altrimenti avrebbero impiegato anche più tempo ad arrivare. Stavolta è andata bene, ma se invece quel ritardo fosse stato fatale?».

L’episodio ha acceso nuovamente la preoccupazione nelle famiglie – perlopiù anziani – residenti nella zona. «Da mesi vivevamo con il pensiero costante che potesse capitare qualcosa di brutto da un momento all’altro – racconta Fulvia Gallai – ma anche prima che la strada crollasse abbiamo presentato le nostre segnalazioni sul progressivo deterioramento dell’asfalto più e più volte al Comune affinché intervenisse. Non si è mai mosso nulla, e così a fine dicembre la strada è crollata del tutto. E da allora la situazione non è cambiata. Non siamo isolati – spiega – ma anziché fare lavori di abbellimento altrove, qui in via del Boscaccio c’è una necessità importante a cui far fronte. Non possiamo rischiare che per colpa di questi ritardi nei lavori alla fine qualcuno ci lasci la vita». l


 

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