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Viareggio, dalle maledizioni a una nuova vita: l’ex Casa del Fascio sarà un parco
Dopo dieci anni si apre un spiraglio per l'area in piazza Mazzini. Decisiva a trattativa tra Comune e curatela fallimentare
Viareggio Dalle vecchie dicerie che raccontavano di un maledizione a una nuova vita. Dopo anni l’ex Casa del Fascio, nella centralissima piazza Mazzini, avrà un futuro come parco cittadino. L’amministrazione sta infatti collaborando con la curatela fallimentare per definire la soluzione più idonea a risolvere la questione. Ieri il curatore ha iniziato lo sgombero del materiale del fallimento, tramite un’azienda incaricata: nel frattempo il Comune farà una proposta transattiva che sarà valutata dagli organi competenti.
La storia del lotto PR8, conosciuto da tutti come ex Casa del Fascio, parte da lontano: in passato l’area è stata oggetto di un’operazione urbanistica che ha portato il Comune a cederla a privati. L’obiettivo era quello di realizzare una lottizzazione per la realizzazione di volumi residenziali e direzionali: in sostanza appartamenti e uffici. Da allora sono trascorsi più di 10 anni, le convenzioni urbanistiche stipulate sono scadute, la società proprietaria è fallita ed è stato nominato un curatore.
Non solo, il nuovo regolamento urbanistico del Comune, entrato in vigore nel gennaio 2020, ha modificato la destinazione d’uso delle aree, trasformandola in «verde attrezzato» senza la possibilità di costruire, si parla di 2300 metri quadrati.
Secondo alcune ricostruzioni storiche, sarebbe proprio in questo terreno che venne cremato il poeta inglese Percy Bysshe Shelley. Nel 1902 una ricca famiglia fiorentina, i Bertolio Soleman, costruirono qui una grande villa. La costruzione fu chiamata villa Enedina, fu proprio qui che secondo la leggenda la giovanissima figlia Zely, morì assassinata in circostanze misteriose. Ma un’altra macabra leggenda riguardava un villino adiacente, villa Montauti, dove pare che a causa di una storia d’amore ostacolata, una giovane donna si fosse impiccata. Ecco perché è stata tramandata la diceria che il suo fantasma era rimasto nella casa, dove si potevano ancora udire i suoi passi e i suoi lamenti.
Quando negli anni Trenta anche la signora Enedina morì, la villa venne donata al Partito Fascista, che qualche anno dopo la butto giù per costruire la Casa del Fascio. Risparmiata dai bombardamenti al termine della guerra fu occupata dagli alleati insieme all’adiacente villa Montauti. Lo scantinato fu utilizzato come magazzino per le mine rimosse dalla spiaggia che esplosero il 18 luglio 1945 per motivi mai chiari. Morirono 16 viareggini, 40 soldati americani e altrettanti prostitute, i feriti furono oltre 250. Fino ad oggi sono stati vari i progetti per recuperare quello spazio che tutti giudicano che porti sfiga, sarebbero dovuti sorgere degli appartamenti di lusso con balconi vista mare, un parcheggio, Dunque con il, piano urbanistico che è stato modificato non ci sarà più la possibilità di realizzare delle costruzioni, ma l’area sarà a verde, e allora c’è chi vorrebbe che venisse realizzato uno spazio riservato anche ai bambini con giochi destinato anche ai turisti che vengono in città e che in primo centro potrebbero usufruire a un passo dal mare e magari dall’albergo o dalla casa un posto anche per far giocare i propri figli. Spazzando via i fantasmi del passato. l
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