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Stazzema, la transumanza della giovane pastora Carolina: «Felice di tenere viva la tradizione»
Il fascino delle tradizioni antiche (neppure troppo), il contatto con la natura e gli animali, e l’esperienza diretta con qualcosa che sembrava far parte del passato
STAZZEMA. Il fascino delle tradizioni antiche (neppure troppo), il contatto con la natura e gli animali, e l’esperienza diretta con qualcosa che sembrava far parte del passato.
Per tutte queste ragioni domenica, per la prima volta, la transumanza delle pecore – dalla piana della Versilia fino a Terrinca – della pastora ventinovenne Carolina Leonardi è diventato un appuntamento pubblico. Il gregge di circa cento pecore, dalla località 115 a Pietrasanta fino a Pian di Lago, è stato circondato da quasi un centinaio di persone, incuriosite e suggestionate da questa vecchia usanza. Fra loro famiglie, con bambini al seguito, giovani e alcuni abitanti di Terrinca, borgo in cui la transumanza ha fatto tappa prima di raggiungere l’Agriturismo Le Coppelle (di cui Carolina è la titolare) per un breve rinfresco preparato dai residenti del gruppo “Rimbocchiamoci le maniche”, sempre pronti a sostenere le attività del territorio.
«Ho pubblicato una storia su Facebook – racconta Carolina Leonardi – e in poco tempo ho ricevuto un sacco di adesioni e ad un certo numero mi sono fermata. Ho realizzato anche un centinaio di magliette per i partecipanti. Sono felice perché tutti sono rimasti entusiasti. Ad iniziare dai bambini che erano intenti nel raggiungimento dell’obiettivo, cioè far arrivare le pecore a destinazione. Ma c’erano anche tanti volti giovani, e in molti si sono complimentati perché ho ripreso questa tradizione, e allo stesso tempo si sono raccomandati perché non venga interrotta. La gente ha capito che sono usanze che non si vedono più, e ai bambini fa bene apprenderle dal vivo».
Carolina ad inizio 2021 è stata anche premiata dalla Coldiretti di Lucca ed è diventata un’allevatrice, produttrice di formaggio di pecora nel caseificio di Pian di Lago, e imprenditrice, simbolo per la sua scelta di vita. Ma cos’è la transumanza? «È la migrazione dei greggi o delle mandrie che di solito si fa nel periodo primavera-estate e in autunno. In questo caso abbiamo spostato le pecore al fresco, in altitudine, così che possano continuare a brucare erba (al piano finisce). Quindi si fa per il benessere dell’animale, la qualità del foraggio e il recupero degli alpeggi. D’inverno invece tornano in pianura. In Trentino ad esempio in inverno rimangono nelle stalle (io ho la fortuna di avere dei campi a valle) e mangiano il fieno».
È il terzo anno (il primo nel 2016) che le circa cento pecore massesi autoctone sono state protagoniste di una transumanza. Che quest’anno è appunto diventata un evento. Il percorso è stato il solito: via Romana fino a Ripa, poi hanno percorso con le decine di persone la via provinciale fino alla frazione di Ruosina, e Cansoli da dove hanno preso la vecchia Mulattiera che porta a Terrinca. Nel paese c’è stato il ristoro preparato dagli abitanti, con dolci fatti in casa, pane, marmellata e caffè. Gli animali si sono riposati e poi sono ripartiti lungo il sentiero 10 del Cai – che veniva percorso un tempo dai terrinchesi per raggiungere il vecchio alpeggio di Pian di Lago – per arrivare alla meta dell’Agriturismo Le Coppelle. Insomma, in tanti hanno potuto assistere ad una tradizione che solo Carolina in Versilia prosegue.l
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