Il lutto
Viareggio, nel cuore della spiaggia della Lecciona spunta la bandiera gialla simbolo dei naturisti
Inaugurata l'area per chi prende il sole integralmente. Il Comune affida la gestione e la pulizia all’associazione Anita: ecco il progetto
VIAREGGIO. Chi ama il naturismo – cioè quella pratica per cui si è talmente in sintonia con la Natura che per prendere il sole ci si libera di tutto, compreso il costume – da ieri, a Viareggio, in seno alla Lecciona, ha la “sua” spiaggia. A dire la verità, un piccolo tratto della Lecciona era già – tradizionalmente – meta dei naturisti: e da almeno una quindicina d’anni a questa parte, dicono gli habitué. Ieri, però, con un simbolico taglio del nastro, l’Amministrazione comunale ha ufficialmente “affidato” quel tratto di spiaggia a Anita, l’Associazione naturista italiana. Tutto discende da una delibera della giunta Del Ghingaro che ha deciso di destinare a quella pratica un tratto di spiaggia libera, “regolamentando”, insomma, un uso che già c’era.
Sono le 11, 30 di ieri e al centro della Lecciona – tra la palina 13 e la palina 15, per la precisione – sventolano bandiere. C’è quella arcobaleno della pace e ci sono tante bandiere gialle: sono quelle di Anita. Qui si è data appuntamento qualche decina di naturisti. Arrivano, per lo più, dalla Toscana e dalla Lombardia, dal Piemonte: da Pisa e da Prato, per esempio, da Milano e da Lecco, da Biella, e c’è anche qualche viareggino. Fa gli onori di casa l’assessore con delega al turismo Alessandro Meciani: «Era la fine del 2020 – dice – ero stato da poco nominato assessore quando ricevo la telefonata di Anita che mi propone una spiaggia per naturisti. A Viareggio. Lì per lì mi sono detto: “E come si fa? Ci arresteranno tutti? ”. Poi Meciani confessa: «Mi sono messo quindi a studiare il fenomeno e mi sono reso conto dei flussi che il turismo naturista muove in Europa». Di tutto quel movimento di vacanzieri senza veli che, indiscutibilmente, porta ricchezza laddove fa tappa perché, oltre a sdraiarsi sotto il sole, pernotta, va al ristorante, fa shopping. .. Viareggio ne “cattura” una quota residuale. Perché non attrezzarsi? «E allora – conclude Meciani – abbiamo detto sì a una pratica che, sono certo, avviene nel rispetto della persona e che porterà benefici rilevanti. E contribuirà al nostro obiettivo che è quello di portare il numero dei turisti sopra la soglia di un milione». «Comprendo il disorientamento iniziale – commenta Giampietro Tentori, che arriva da Lecco ed è presidente di Anita – chiedere una spiaggia per naturisti è un approccio... di impatto, sono stato assessore anch’io». Poi il taglio del nastro.
Insomma, la Lecciona, che è sempre stata per Viareggio un simbolo, non poteva che essere inclusiva e nel suo cuore c’è posto anche per i naturisti che amano e rispettano la Natura incondizionatamente. Anita avrà il compito di pulire la spiaggia a inizio e fine stagione e di accertarsi – spiega l’assessore – che vada tutto per il meglio. Va da sé che – come per il resto del patrimonio “in sabbia” – le dune e lo flora retrodunale non si toccano: ma questo i naturisti già lo sapevano; «Quando sulla spiaggia c’è la bandiera gialla di Anita, vige il rispetto», dicono gli affezionati della balneazione “libera”.
Se è stata Anita a prendere contatti con l’Amministrazione comunale, il Comitato Naturismo in Versilia – presenti, in spiaggia, Emilio Colombo e Enrico Santambrogio – ha “preparato il terreno”. La Lecciona è la quinta spiaggia in Toscana dove ci si può tagliere qualsiasi indumento e arriva dopo quella “storica” di San Vincenzo, la spiaggia degli Acquarilli a Capoliveri e due spiagge livornesi. «E Viareggio – sogna Tentori – potrebbe anche diventare Distretto del turismo naturista...». Chissà. l
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