Il Tirreno

Versilia

Viareggio, nel cuore della spiaggia della Lecciona spunta la bandiera gialla simbolo dei naturisti

Giovanna Mezzana
Viareggio, nel cuore della spiaggia della Lecciona spunta la bandiera gialla simbolo dei naturisti

Inaugurata l'area per chi prende il sole integralmente. Il Comune affida la gestione e la pulizia all’associazione Anita: ecco il progetto

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Chi ama il naturismo – cioè quella pratica per cui si è talmente in sintonia con la Natura che per prendere il sole ci si libera di tutto, compreso il costume – da ieri, a Viareggio, in seno alla Lecciona, ha la “sua” spiaggia. A dire la verità, un piccolo tratto della Lecciona era già – tradizionalmente – meta dei naturisti: e da almeno una quindicina d’anni a questa parte, dicono gli habitué. Ieri, però, con un simbolico taglio del nastro, l’Amministrazione comunale ha ufficialmente “affidato” quel tratto di spiaggia a Anita, l’Associazione naturista italiana. Tutto discende da una delibera della giunta Del Ghingaro che ha deciso di destinare a quella pratica un tratto di spiaggia libera, “regolamentando”, insomma, un uso che già c’era.

Sono le 11, 30 di ieri e al centro della Lecciona – tra la palina 13 e la palina 15, per la precisione – sventolano bandiere. C’è quella arcobaleno della pace e ci sono tante bandiere gialle: sono quelle di Anita. Qui si è data appuntamento qualche decina di naturisti. Arrivano, per lo più, dalla Toscana e dalla Lombardia, dal Piemonte: da Pisa e da Prato, per esempio, da Milano e da Lecco, da Biella, e c’è anche qualche viareggino. Fa gli onori di casa l’assessore con delega al turismo Alessandro Meciani: «Era la fine del 2020 – dice – ero stato da poco nominato assessore quando ricevo la telefonata di Anita che mi propone una spiaggia per naturisti. A Viareggio. Lì per lì mi sono detto: “E come si fa? Ci arresteranno tutti? ”. Poi Meciani confessa: «Mi sono messo quindi a studiare il fenomeno e mi sono reso conto dei flussi che il turismo naturista muove in Europa». Di tutto quel movimento di vacanzieri senza veli che, indiscutibilmente, porta ricchezza laddove fa tappa perché, oltre a sdraiarsi sotto il sole, pernotta, va al ristorante, fa shopping. .. Viareggio ne “cattura” una quota residuale. Perché non attrezzarsi? «E allora – conclude Meciani – abbiamo detto sì a una pratica che, sono certo, avviene nel rispetto della persona e che porterà benefici rilevanti. E contribuirà al nostro obiettivo che è quello di portare il numero dei turisti sopra la soglia di un milione». «Comprendo il disorientamento iniziale – commenta Giampietro Tentori, che arriva da Lecco ed è presidente di Anita – chiedere una spiaggia per naturisti è un approccio... di impatto, sono stato assessore anch’io». Poi il taglio del nastro.

Insomma, la Lecciona, che è sempre stata per Viareggio un simbolo, non poteva che essere inclusiva e nel suo cuore c’è posto anche per i naturisti che amano e rispettano la Natura incondizionatamente. Anita avrà il compito di pulire la spiaggia a inizio e fine stagione e di accertarsi – spiega l’assessore – che vada tutto per il meglio. Va da sé che – come per il resto del patrimonio “in sabbia” – le dune e lo flora retrodunale non si toccano: ma questo i naturisti già lo sapevano; «Quando sulla spiaggia c’è la bandiera gialla di Anita, vige il rispetto», dicono gli affezionati della balneazione “libera”.

Se è stata Anita a prendere contatti con l’Amministrazione comunale, il Comitato Naturismo in Versilia – presenti, in spiaggia, Emilio Colombo e Enrico Santambrogio – ha “preparato il terreno”. La Lecciona è la quinta spiaggia in Toscana dove ci si può tagliere qualsiasi indumento e arriva dopo quella “storica” di San Vincenzo, la spiaggia degli Acquarilli a Capoliveri e due spiagge livornesi. «E Viareggio – sogna Tentori – potrebbe anche diventare Distretto del turismo naturista...». Chissà. l


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il lutto

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore