Gioco
In bicicletta fino a Canterbury per sostenere i "bambini lunari": «Una sfida piena d'amore»
L’impresa di Gabriele Lovari passerà dalla Versilia: in tutto 24 tappe da Arezzo all’Inghiterra. La sua sarà una speciale raccolta fondi su due ruote per finanziare la ricerca
LIDO DI CAMAIORE. Il ciclista toscano Gabriele Lovari Partirà da Vitereta, in provincia di Arezzo, e in ventiquattro tappe - tra cui una in Versilia, a Lido di Camaiore, in programma domenica - percorrerà in sella alla sua bicicletta tutta la via Francigena "al contrario" risalendo l’antico percorso dei pellegrini fino a raggiungere Canterbury, in Inghilterra. La sua sarà una speciale raccolta fondi su due ruote per finanziare la ricerca promossa dall’Associazione italiana xeroderma pigmentoso.
I bambini lunari
Lo xeroderma pigmentoso è una malattia dermatologica ereditaria che colpisce bambini (e non solo) caratterizzata da un’elevata fotosensibilità, dall’invecchiamento prematuro della pelle e dalla predisposizione allo sviluppo di neoplasie cutanee. Si tratta di una patologia molto rara: per quanto colpisca entrambi i sessi e presenti numerosi varianti, negli Stati Uniti e in Europa la sua incidenza si aggira intorno ad un caso ogni milione di abitanti.
«Chi ne è affetto - spiega Valentina Cagnoni di Lido di Camaiore, presidentessa dell’Associazione italiana xeroderma pigmentoso - non può rimanere esposto ai raggi ultravioletti: nella pratica significa che i bambini non possono rimanere, specialmente d’estate, a giocare all’aperto con i loro coetanei. Devono rimanere in ambienti protetti, mentre quando vanno all’esterno durante il giorno devono proteggersi con guanti, cappelli, occhiali da sole ed evitare l’esposizione diretta: con il caldo estivo in pratica è un supplizio per loro». Per questo i bambini affetti da questa patologia sono chiamati "bambini lunari": in Italia se ne contano circa 60.
Lasciati soli dallo Stato
Da due anni l’associazione di cui Valentina è alla guida finanzia borse di studio da 50mila euro per la ricerca su questa patologia, in un progetto che coinvolge sia l’Università di Pisa che i ricercatori del Cnr di Pavia.
«Purtroppo lo Stato sotto questo aspetto ci lascia da soli - commenta la donna - e per trovare fondi per finanziare gli studi su questa malattia si devono impegnare in primo luogo proprio le famiglie». Ma non basta. Ecco perché anche l’iniziativa di Gabriele Lovari è particolarmente importante: aretino d’origine, sarà lui il volto (e le gambe) dell’associazione in un’iniziativa sportiva tutta a trazione solidale. «È venuto a conoscenza della storia di questi bimbi da sua sorella, dato che siamo amiche - racconta Valentina - e da allora ha iniziato a interessarsi e a prendere a cuore la nostra causa. Fino a spendersi in prima persona con questa lunga pedalata lungo la via Francigena».
In bici per la ricerca
Così oggi Gabriele partirà da Vitereta in sella alla sua bici - con cui, per lavoro e passione, organizza visite turistiche in tutta la Toscana - e inizierà questo viaggio solidale che lo porterà fino a Canterbury. Documentando ovviamente tutto tramite i social network. Tra le tante tappe non poteva mancare Lido di Camaiore, dove l’intero progetto ha avuto inizio: domenica alle 8 il ciclista aretino partirà dal New Bar Vittoria di Lido dove chiunque potrà unirsi a lui per una parte del percorso di tappa, incontrarlo, parlare dell’iniziativa e donare per sostenere a sua volta la ricerca. Le donazioni sono libere, per chi volesse farsi avanti ecco l’Iban dell’associazione: IT22W 01030 11502 00001 05260 79.l
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