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I tre candidati sindaco al dibattito del Tirreno: "Ecco le nostre idee per la Forte dei Marmi del 2027"
Effetti della Bolkestein, ripercussioni della guerra, uscita dalla pandemia: gli impegni per i prossimi 5 anni assunti all’incontro organizzato dal Tirreno
Forte dei Marmi Frizzante ma all’insegna del fair play. È stato così il dibattito fra i candidati sindaci del Forte – Giuseppe Alaimo, Bruno Murzi e Umberto Buratti – che si è svolto nel giardino di Villa Bertelli, organizzato da Il Tirreno e condotto dal caposervizio della redazione Viareggio-Versilia Luciano Menconi.
Perché vi candidate a sindaco?
Alaimo: «Dopo molti anni vissuti qui da comandante dei carabinieri ho avuto tanto dai cittadini e vorrei restituire l’esperienza accumulata».
Murzi: «Essere stato sindaco è stato un grande onore e ora ci sono molti progetti che vanno portati a termine. È un’aspirazione legittima».
Buratti: «Dopo 10 anni da sindaco, tanti amici e persone che avevano condiviso l’esperienza amministrativa con me mi hanno chiesto la disponibilità. E io amo tanto Forte dei Marmi».
Forte dei Marmi è davvero un’isola felice?
Murzi: «Sì, è un posto fortunato, con 9 chilometri quadrati di territorio e senza aree di degrado. Uno dei paesi con il livello di sicurezza più alto».
Buratti: «Sì, lo è per le risorse che ha a disposizione ed è una realtà importante che tanti ci invidiano. Ma bisogna anche stare vicini alle famiglie in situazioni di difficoltà».
Alaimo: «Sì, fino a un certo punto. Forte ha un rapporto polizia-popolazione elevato. D’estate però diventa un problema perché la popolazione sale e questo rapporto diventa sfavorevole».
Come ricucire i rapporti con il turismo russo dopo la guerra?
Buratti: «Anche se adesso è giusto aiutare l’Ucraina che è stata invasa dai russi, Forte dei Marmi deve sostenere le azioni di dialogo e di pace con il governo».
Alaimo: «La guerra è la guerra. Fornire le armi all’Ucraina è aizzare e alimentare la guerra. Non è intelligente farlo».
Murzi: «L’Ucraina è il paese aggredito e la Russia l’aggressore. La pace si cerca in due e non arrendendosi. Forte rimane un paese accogliente per i turisti russi e ucraini».
Come evitare che con la Bolkestein le spiagge diventino autogrill sul mare?
Alaimo: «Bisognava fare qualcosa prima, si parla della Bolkestein da 12 anni, e i sindaci e le amministrazioni cosa hanno fatto finora? »
Murzi: «Sono preoccupato per quello che sta per accadere. Su 100 bagni, ancora 75 sono gestiti a livello familiare. La Bolkestein potrebbe portare a un forte cambiamento turistico e sociale».
Buratti: «La Bolkestein preoccupa tutti perché potrebbe portare a un cambiamento del turismo balneare. Bisogna attivarci anche a livello amministrativo per scongiurarlo».
Quali rapporti mantenere con gli altri comuni versiliesi?
Murzi: «Abbiamo creato l’Ambito turistico e un calendario unico. Stiamo facendo un lavoro attento nel tentativo di creare nuove formule turistiche con i primi risultati».
Buratti: «La Versilia ha necessità di fare squadra. Questa terra è unica proprio perché dal mare si vedono le nostre Apuane e viceversa. È necessaria una visione di insieme».
Alaimo: «Forte ha delle specificità ma non si può fare turismo da soli, vanno allargate le vedute. La Versilia è un tutt’uno».
Liste civiche senza un’anima politica: non c’è il rischio che il voto diventi una gara a chi è più bravo a raccogliere like?
Buratti: «Io sono un parlamentare del Pd e questo è un primo dato. La nostra idea politica è quella di coinvolgere la cittadinanza con le scelte amministrative».
Alaimo: «Se c’è una diversità di vedute è difficile governare. Nella mia lista nessuno faceva politica, siamo una lista civica che mette al centro le persone».
Murzi: «Le liste civiche sono un falso problema. Ho una storia che non rinnego e la mia lista è fatta di persone che appartengono a svariati gruppi e idee. Guardiamo al futuro di Forte».
La pandemia ha rafforzato o lacerato il tessuto sociale della comunità fortemarmina?
Alaimo: «La comunità ne è uscita abbastanza bene, perché ha saputo rispettare le regole e gestire bene le situazioni dei lockdown».
Murzi: «Penso di essere stato un buon sindaco, presente, nel momento della pandemia e ho fatto quello che doveva essere fatto per la mia comunità».
Buratti: «Sono tante le persone che abbiamo perso. La comunità di Forte ha reagito bene e all’unisono con le associazioni di volontariato e le forze dell’ordine».
Qual è il risultato più importante che il prossimo sindaco dovrà lasciare al Forte del 2027?
Murzi: «La difesa del suolo, perché è già stato utilizzato per il 50 per cento. Bisogna avere la capacità di creare un sistema di salvaguardia del territorio».
Buratti: «Vorrei far tornare Forte una comunità che riesca a dialogare e a rimanere unita in certe situazioni. Pensare sia alle generazioni più giovani (la scuola) e agli anziani, recuperando il patrimonio esistente».
Alaimo: «Vorrei lasciare un territorio in armonia, ben progettato in modo lungimirante, e con servizi sociali attenti ai problemi delle persone». l
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