Gioco
Tanta gente al Palio dei barchini: «Ma il Comune ci ha fatto pagare per le affissioni»
Leonardo Marlia (Federcaccia): «Nessun aiuto, sono allibito Le nostre tradizioni nel lago vengono lasciate sparire»
MASSACIUCCOLI. Un folto pubblico ha assistito alla 54ª edizione del Palio della Madonna del Lago, la storica competizione con i barchini sulle acque del Massaciuccoli, organizzato da Federcaccia e Pro Loco di Massaciuccoli, un evento in memoria di Giovanni Bianchi “Pupo”, scomparso nel 2019. Otto equipaggi sono partiti da Torre del Lago e hanno raggiunto il porticciolo di Massaciuccoli, in un clima di grande festa e di allegria per una tradizione che si rinnova anche se purtroppo con poche imbarcazioni in acqua.
L’amministrazione comunale ha fatto i complimenti «ai vincitori, a tutti i partecipanti e agli organizzatori per la passione e l’amore che ci mettono». Il Palio è stato vinto dall’equipaggio Viani-Cinquini, davanti ad Agostini-Galanti e Marlia-Petrucci. Racconta Leonardo Marlia, presidente della Federcaccia di Massaciuccoli: «La manifestazione è riuscita bene, al porto c’era molta gente. Il successo da questo punto di vista ha superato le aspettative, se pensiamo anche ai pochi partecipanti». Ma non è tutto rose e fiori. Ancora Marlia: «Il Comune fino a pochi anni fa ci aiutava con un contributo, una volta arrivarono addirittura 1500 euro. Ora niente. E non solo: pur avendoci dato il patrocinio ci hanno fatto pagare 43 euro per affiggere le locandine del Palio. Eppure è un’iniziativa storica, fra le più tradizionali del territorio, che interessa anche i Comuni vicini come Vecchiano e Viareggio».
Continua Marlia: «Sono rimasto allibito, non solo dispiaciuto. Non è ovviamente per la cifra, ma perché ci sentiamo in qualche modo abbandonati, come è abbandonato il lago». In che senso abbandonato? «Nel senso che la caccia non c’è più, la pesca non c’è più: negli anni la situazione peggiora costantemente. Da quando è nato il Parco sono arrivate mille restrizioni alle nostre attività. Basti pensare al divieto del motore a scoppio che rende di fatto impossibile a chi ha la “bilancia” (ovvero la baracca con il retone da pesca, ndr) arrivarci con la barca se non è più giovane. Non basta il motore elettrico».
E questo a che cosa porta? «Vede, chi ha una bilancia e la usa, ovviamente tiene in ordine tutto intorno e non lascia che tutto vada a male. Ma la vera fotografia attuale del lago è quella delle bilance non più usate e distrutte. Sono abbandonate le tradizioni del lago perché è abbandonato il lago, perché non si tiene conto delle necessità e non si ascolta la voce di chi il lago lo vive per dodici mesi all’anno. Per chi è nato e cresciuto in questi luoghi è deprimente vedere che le cose vanno in rovina. Andando per i fossi, vedendoli e ora e pensando a come erano pochi anni fa, viene da piangere». Soluzioni possibili? «Ascoltare chi il lago lo vive e lo ama. Autorizzare delle vie navigabili in modo che chi ha un’attività nel lago la possa raggiungere. E valorizzando di nuovo quelle attività tradizionali che altrimenti andranno perdute per sempre».
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