Il Tirreno

Versilia

La vittoria di Querceta e del Palio dei Micci: neanche il meteo è riuscito a rovinare il giorno più bello

Gabriele Buffoni
L’esultanza della contrada gialloverde al termine del Palio dei micci (Foto Paglianti)
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L’esultanza della contrada gialloverde al termine del Palio dei micci (Foto Paglianti)

Il presidente Ceragioli: «Malgrado il rischio pioggia, è stata una domenica magnifica». Entusiasta il sindaco Alessandrini: «Era forte il bisogno di ritrovarsi finalmente insieme»

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QUERCETA. Non ha fatto registrare gli incassi delle passate edizioni. Sfiorando soltanto l’agognato tutto esaurito che l’esaltante avvio della prevendita – alcune settimane fa – aveva dato l’illusione di poter essere raggiunto. Eppure quella che rimane non solo alla Pro Loco di Querceta ma, in generale, a tutti i contradaioli degli otto gruppi storici della piana quercetana è una generale sensazione di soddisfazione. Il Palio dei Micci è tornato e si è dimostrato ben più forte sia della pandemia che del maltempo, nonostante entrambi abbiano tentato di segnarne la rovina.

SUCCESSO, MALGRADO TUTTO

Non lo nega il presidente della Pro Loco Gianluca Ceragioli. «Non ci fosse stato l’intoppo della pioggia e il rischio di un pomeriggio all’insegna del maltempo probabilmente avremmo venduto tutti i biglietti. Anche sulle gradinate lato Viareggio dello stadio». Così non è stato, per quanto il colpo d’occhio domenica sia risultato senz’altro notevole: a rimanere invendute sono state alcune decine di biglietti, considerando anche quelli per i quali è stato richiesto il rimborso immediato alle casse dello stadio Buon Riposo di Pozzi quando – prima dell’inizio della manifestazione, intorno alle 15 – per alcuni minuti si è riversato sulla Versilia storica un acquazzone che ha fatto temere il peggio per le contrade, perlopiù già in viaggio verso l’impianto sportivo. «Purtroppo ha inciso, inutile negarlo – commenta Ceragioli – ma sono convinto che andare avanti e proseguire con il Palio sia stata la decisione giusta. Ne avevamo bisogno tutti quanti. E dico questo nonostante abbia provato paura all’idea di dover annullare tutto all’ultimo secondo: sarebbe stata una disgrazia, sia per i danni agli abiti delle contrade che si sarebbero tradotti in un ulteriore mazzata economica per tutti, sia perché nell’anno della ripresa avremmo avuto a che fare con un Palio “scovato” (annullato, ndr) come quello del 1961. Invece il coraggio ci ha premiati – dichiara entusiasta il presidente della Pro Loco – tutto è andato per il meglio, è stata un’edizione magnifica e anche la corsa dei micci è stata una delle più avvicinanti degli ultimi anni. Un successo, nonostante tutto. E poi – conclude – vedere il Palio rinascere dalle ceneri del Covid mi ha commosso: già al mattino, vendendo la gente in piazza Matteotti e sentendo di nuovo tamburi e chiarine suonare ho avuto i brividi dalla felicità. Credo sia questo il risultato più bello di tutto: il messaggio di speranza che le contrade hanno lanciato in questa prima edizione dopo la pandemia».

LA VITTORIA DELL’OTTIMISMO

Sorride entusiasta anche il sindaco di Seravezza Lorenzo Alessandrini. Anche per lui (che in passato ha già vissuto da primo cittadino le emozioni del Palio) quella di domenica è stata un’edizione da ricordare negli annali. «Volevamo che le manifestazioni ripartissero dopo la pandemia – commenta Alessandrini – e la partecipazione straordinaria del pubblico ha dimostrato che c’era questo forte bisogno di ritrovarsi insieme e lasciarci alle spalle un periodo difficile. Ha vinto l’ottimismo». Il successo dell’edizione 2022 del Palio dei Micci va quindi al di là dei numeri al botteghino. «Non mi sarei mai aspettato il fortissimo entusiasmo dei contradaioli – spiega il sindaco – temevo che due anni di Covid avessero fiaccato il “partigianato” tipico e il sano agonismo delle contrade. Invece ho capito che in questo periodo in cui il Palio è stato costretto al silenzio tutte le emozioni si sono accumulate per poi esplodere in quest’edizione della rinascita».

LA SPERANZA DEL VINCITORE

A gioire più di tutti è uno dei veterani del Palio, Roberto Leonardi, presidente del Ranocchio che domenica ha alzato al cielo il gonfalone dopo aver vinto la corsa dei micci per la quinta volta nella sua storia. «Abbiamo pianto tutti dalla felicità – commenta il presidente gialloverde, visibilmente emozionato – ci serviva una vittoria così intensa dopo quello che abbiamo passato, per tutta la nostra gente. La cosa che più mi fa piacere, da “anziano” del Palio, è vedere che tanti giovani e giovanissimi sono tornati a vestire i nostri colori: riuscire ad allestire un piccolo gruppo di tamburini di sette anni penso sia da considerare una vittoria nella vittoria».

E ORA IL FESTIVAL

Si guarda quindi al futuro. E in particolare alle prossime manifestazioni: il 28-29 maggio ci saranno i Giochi di Bandiera, poi il torneo di calcio e il Festival, dal 23 al 25 giugno in piazza Matteotti a Querceta. Per terminare con Miss Palio, nel mese di luglio. E proprio sul “Miccio Canterino” ci sono già alcune importanti anticipazioni. «Avremo 1800 posti a sedere per il Festival – spiega il presidente della Pro Loco Ceragioli – con una tribuna sul lato Aurelia della piazza mentre il palco sarà installato davanti al palazzo civico».

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