Attenzione
Conti “dormienti” in Versilia, ecco cosa si rischia: i pericoli per chi non ha effettuato operazioni per dieci anni
Ci sono 180 giorni dall’avviso per fermare l’operazione. Il problema riguarda numerosi cittadini: basti pensare che sono oltre 200mila i libretti di risparmio postali attivi in tutta la provincia
VIAREGGIO. Un associato della Confconsumatori di Forte dei Marmi, titolare insieme alla madre deceduta di un libretto di risparmio loro cointestato, acceso preso un istituto di credito, ha rinvenuto questo libretto tra le cose della madre si è rivolto allo sportello per avere informazioni su come doversi comportare per recuperare i propri soldi. E ha fatto bene a muoversi, spiega l’avvocato Francesca Galloni. Anche perché di recente Poste Italiane ha annunciato la chiusura dei libretti postali “dormienti” negli ultimi 10 anni: ci sono 180 giorni dall’avviso per fermare l’operazione. Il problema riguarda numerosi cittadini versiliesi: basti pensare che sono oltre 200mila i libretti di risparmio postali attivi in tutta la provincia, e si può stimare quindi in oltre 80mila quelli sottoscritti in Versilia. E non è infrequente che chi ne ha aperto uno, magari molti anni fa, per depositarvi cifre non grosse, poi lo abbia lasciato in un cassetto senza più toccarlo né usarlo per fare versamenti, prelievi o altro. Non è un trucco, un inganno o una furbata contro i cittadini, è bene precisarlo: semplicemente è una norma che bisogna ricordare per evitare un danno. Poste Italiane, come accennato, sta avvisando i propri clienti che il prossimo 21 giugno estinguerà tutti i libretti postali che negli ultimi dieci anni (entro il 30 novembre 2021) non sono mai stati utilizzati. Passata questa data, il denaro verrà gestito da Consap, società interamente controllata dallo Stato. Ciò significa che quel denaro tornerà quindi in mani pubbliche. L’unico modo per evitarlo è rispondere alla comunicazione di Poste entro 180 giorni oppure effettuare un’operazione, altrimenti il libretto postale verrà estinto. «Proprio perché sono prodotti così popolari, – ricorda Galloni – è facile ritenere sia elevato il numero di coloro i quali, o a causa di cambi di residenza o per decesso, non vengano raggiunti dalla comunicazione di Poste Italiane, rischiando per questo motivo di veder estinguere il proprio libretto». Gli istituti bancari o di credito hanno l’obbligo di inviare una lettera A/R per i rapporti di carattere nominativo agli intestatari del rapporto, mentre per i conti o deposito al portatore è onere del cittadino consultare l’elenco presente sul sito della Consap. Nel caso delle Poste è abbastanza chiaroperché la diffusione dei libretti di risparmiosia così popolare: sia essi, sia i buoni fruttiferi postali, sono prodotti garantiti dallo Stato e sono esenti da costi, salvo gli oneri fiscali; i buoni sono, inoltre, esenti da imposta di successione e soggetti ad una tassazione agevolata del 12,50% sugli interessi. E sono da sempre tra le forme di risparmio più amate dai cittadini di Lucca e provincia. In tutta la provincia sono oltre 200mila i libretti di risparmio attivi e circa 313mila i buoni fruttiferi postali sottoscritti. Insomma la maggior parte dei 387mila abitanti della provincia hanno un libretto di risparmio e un cittadino su due possiede dei buoni fruttiferi postali.
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