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Camaiore, è scontro sul futuro del Festival Gaber. Bonuccelli: «Investimento esoso che non ripaga»

Gabriele Buffoni
Camaiore, è scontro sul futuro del Festival Gaber. Bonuccelli: «Investimento esoso che non ripaga»

Dopo la presentazione dell'evento la candidata non esclude un ridimesionamento dell'evento. Il sindaco Del Dotto: «Pregiudizi stupidi, si danneggia la comunità»

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CAMAIORE. Chissà cosa avrebbe detto il Signor G se in uno dei suoi versi avesse dovuto catalogare anche la rassegna a lui dedicata: il Festival Gaber è di destra o piuttosto di sinistra? Di certo l’edizione 2022 - che si terrà dal 23 al 30 luglio partendo con l’atteso ritorno delle "Strade di notte" e proseguendo con gli spettacoli da vivo in piazza XXIX Maggio di cinque grandi nomi della comicità italiana (Ale e Franz, Luca Ravenna, Nino Frassica, Enrico Bertolino e Michela Giraud) - ha infiammato la campagna elettorale. Quello con la Fondazione Giorgio Gaber è infatti per il Comune di Camaiore un sodalizio ormai decennale, da quando l’evento ha lasciato la storica sede alla Cittadella del Carnevale di Viareggio modificando la propria formula e coinvolgendo principalmente proprio il capoluogo camaiorese. Ora però che i dieci anni di amministrazione segnati da Alessandro Del Dotto sono agli sgoccioli, la contesa elettorale pone sul tavolo anche il futuro dell’evento estivo dedicato al Signor G. E c’è chi fin da adesso si dice apertamente contrario a proseguire - quantomeno nei termini attuali - questa collaborazione.

«Né io né la coalizione che mi sostiene reputiamo il Festival Gaber una delle priorità per il futuro di Camaiore - dichiara Claudia Bonuccelli, candidata sindaca per il centrodestra. - Dopo l’iniziale curiosità che aveva generato durante i primi anni, la manifestazione ha visto scemare costantemente il proprio pubblico. Il gioco non vale la candela: l’investimento del Comune non si riflette in una ricaduta per il territorio o per la comunità. Per cui, se sarò sindaca, di certo l’evento sarà da rivedere quantomeno nelle sue dimensioni».

Una prospettiva a cui però il sindaco Del Dotto non ha esitato a replicare con durezza. «C’è una cosa che non serve a Camaiore: un’amministrazione che si lascia trasportare da pregiudizi stupidi - dichiara, - affrontare la campagna elettorale con lo spirito di dover demolire anche quello che di buono è stato fatto da chi c’era prima è solo deleterio per i cittadini. Se avessimo fatto così anche noi, nel 2012, oggi non avremmo più la Festa Pic, la Via degli Orti oppure avremmo dovuto demolire il pontile. Quello portato avanti in questi anni non è un investimento dedicato ad un evento commerciale ma ad una proposta di accrescimento culturale per la comunità. Capisco che sia difficile per chi non si è occupato della cosa pubblica per dieci anni, ma pensare di smantellare il Festival Gaber è una proposta bieca e politicamente meschina: un principio malsano di amministrazione».

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di Redazione web